
GD: Partiamo dall’inizio riguardo all’auditorium de L’Aquila. Come è arrivato ad interessarsi a L’Aquila? Come è nata l’idea di questo progetto?
SB: Come forse saprete, da molti anni lavoro nelle aree disastrate in seguito a catastrofi naturali. Per esempio, dopo il terremoto di Kobe (Giappone) nel 1995, in Turchia, in India, nello Sri Lanka dopo lo tsunami, in Asia e in Cina dopo il terremoto ho costruito scuole elementari provvisorie con l’aiuto degli studenti di architettura. Ho fondato un’organizzazione chiamata VAN (Voluntary Architects Network) e lavoro sempre con architetti e studenti del luogo per costruire strutture temporanee dopo i disastri. Dopo aver appreso del terremoto a L’Aquila, ho raccolto informazioni e ho sentito che il governo aveva intenzione di costruire immediatamente case provvisorie, così all’inizio ho pensato che non ci fosse niente che io potessi fare per loro. Ma poi ho scoperto che L’Aquila è una città molto famosa per la musica, che ha un’orchestra filarmonica e una scuola di musica, ma che purtroppo non c’era più un luogo dove suonare. Ecco perché sono andato lì e ho parlato con il direttore del Conservatorio, il maestro Bruno Carioti, e con il direttore dell’Orchestra Filarmonica Abruzzese, il maestro Vittorio Antonini. Entrambi erano d’accordo per la costruzione di una struttura temporanea; e per questo ho cominciato a lavorare al progetto. Inoltre, quando ho visitato L’Aquila ho scoperto un tetto in acciaio, che era stato originariamente costruito per la stazione dei tram. Volevo riutilizzarlo per risparmiare e per costruire l’edificio più velocemente: ho pensato che usare quel tetto fosse una buona idea, perché così avrei dovuto costruire soltanto i muri dell’auditorium. Perciò sono andato in municipio e ho incontrato il sindaco, al quale ho proposto la mia idea, e lui era d’accordo affinché io usassi quel tetto per costruire un auditorium temporaneo. Così è cominciato il progetto. Contemporaneamente sono stato contattato dall’ambasciata giapponese a Roma e, poiché il Vertice G8 si sarebbe tenuto a L’Aquila, l’ambasciata giapponese stava cercando dei progetti interessanti con cui collaborare alla ricostruzione. Così, hanno preso accordi per finanziare il mio progetto per mezzo milione di euro ed io avrei dovuto trovare il resto dei soldi attraverso una raccolta di fondi. Questo è stato l’inizio del progetto. Abbiamo fatto diverse riunioni con gli ingegneri della città e con gli ingegneri della Protezione Civile, perché avevamo bisogno di permessi sia dall’amministrazione locale che dalla Protezione Civile. Loro hanno capito cosa avevo intenzione di fare e tutto è andato bene fino alla fine di agosto. Poi all’improvviso hanno smesso di parlare con noi. Neanche l’ambasciata riusciva più ad organizzare riunioni con l’amministrazione locale e con la Protezione Civile. Tutti tacevano. Abbiamo avuto molte difficoltà perché non si riusciva proprio a comunicare. Improvvisamente – mi sembra fosse ottobre – alcuni giornali italiani hanno scritto che la Protezione Civile aveva cancellato il nostro progetto e noi siamo stati molto sorpresi, perché non c’erano state riunioni o discussioni dopo che il nostro progetto era stato accettato. Non capivamo perché avessero annunciato la cancellazione ai giornalisti senza discuterne con noi. Questo è successo ad ottobre. Poi l’ambasciatore ha parlato con il signor Bertolaso, il quale ha compreso a pieno la situazione e ha dato il via per riavviare il progetto. Così il nostro progetto è ricominciato.
GD: Posso chiederle
qualcosa riguardo al momento in cui avete capito che il primo progetto era
stato cancellato? Quali pensa che siano stati i motivi per cui la Protezione
Civile ha annullato il progetto?
SB: Non c’era assolutamente motivo di
annullare il progetto, visto che il primo ministro giapponese e il premier
Berlusconi avevano preso un accordo davanti alla stampa in occasione della
conferenza stampa del G8. Perciò non potevano cancellare il progetto
senza darci spiegazioni. Non penso che il progetto sia stato annullato,
in quanto non avevano il diritto di farlo.
GD: È
questo il motivo per cui hanno proposto un nuovo sito dove costruire l’auditorium?
SB: Sì. Recentemente hanno riaperto la comunicazione e la città ha proposto un nuovo sito. L’altro ieri sono stato a L’Aquila per incontrare l’ingegnere comunale, il signor Fabrizi, e sono stato anche presso il nuovo sito del conservatorio e mi hanno chiesto di costruire l’auditorium temporaneo come parte del complesso del conservatorio. Tutti quelli che ho incontrato, compreso il ministro Shimizu dell’ambasciata giapponese, il maestro Carioti e il signor Fabrizi, concordano nel costruire l’auditorium vicino al conservatorio. Poi con il ministro siamo andati negli uffici della Protezione Civile a Roma per incontrare il responsabile, il signor Bertolaso. Tutti sono stati molto soddisfatti degli accordi presi.
GD: Può dirci qualcosa sul nuovo progetto? Quali sono le sue funzioni e la sua capienza?
SB: E 'più
piccolo di quello previsto in precedenza. La capacità sarà
di circa 200-300 posti. Avrebbe potuto contenere 600 persone, dal momento
che l'idea iniziale prevedeva di poter usare una copertura esistente e fare
quindi un edificio meno costoso e più grande. Ma ora non abbiamo
una struttura da riutilizzare e dobbiamo realizzare un edificio singolo
e, di conseguenza, più piccolo.
GD: Il nuovo auditorium sarà utilizzato esclusivamente dal Conservatorio?
SB: No, sarà per tutti. È un edificio pubblico. È solo situato vicino al conservatorio e loro si occuperanno dell’amministrazione, ma l’auditorium non solo per il conservatorio. È per chiunque a L’Aquila, è un luogo pubblico.
GD: In Italia al momento circolano voci secondo cui anche Renzo Piano sia stato incaricato e stia lavorando ad un altro piccolo auditorium in legno.
SB: Sì, ne sono a conoscenza. Conosco Renzo e lo stimo molto. Siamo in contatto e stiamo collaborando perché il Comune de L’Aquila ci ha detto che ha bisogno di due o tre auditorium per scopi diversi.
GD: Così L’Aquila avrà due auditorium per scopi diversi?
SB: Sì. Ne
sono molto contento e anche Renzo lo è. Stiamo costruendo auditorium
per usi diversi perché ci hanno informato che la città ne
ha bisogo. Io e Renzo Piano siamo in costante contatto e ci scambiamo le
informazioni.
GD:Qual è la sua opinione generale riguardo all’incidente che è avvenuto all’inizio?
SB: Beh, ci sono stati dei problemi all’inizio, ma so che dopo un disastro tutti sono sempre molto confusi e ci sono molte cose da fare. Poiché sono stato in varie zone disastrate molte volte e in molti paesi, so che questo è normale. Ci sono difficoltà in qualsiasi progetto ma noi abbiamo la pazienza di risolvere i problemi insieme. Quindi, è normale, non c’è niente di strano.
GD: Così lei è sicuro che questo progetto sarà portato a termine?
SB: Sì, perché ora tutti sono molto soddisfatti del progetto e sono molto collaborativi.
Vorrei solo dire che stiamo anche collaborando con il Dipartimento di Architettura dell’Università de L’Aquila diretto dal professor Benedetti e che il nostro progetto sarà sviluppato con l’aiuto di studenti volontari. Gli studenti saranno coinvolti nella costruzione del nostro auditorium e ce ne sono già molti che hanno chiesto di partecipare al progetto. Sono per lo più studenti italiani ma sto cercando di mandare anche i miei studenti giapponesi. Inoltre, insegno all'Università Harvard di Boston e sto cercando di inviare anche studenti dagli Stati Uniti. Spero di creare un laboratorio internazionale per gli studenti. Ma saranno principalmente studenti italiani dell’Università de L’Aquila.
Gianluigi D'Angelo
interprete: Monica Maggi
traduzioni: Valentina Polcini
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[23-12-2009] |
INTERVISTA A SHIGERU BAN
Pescara 17 dicembre 2009