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Channelbeta - Canale d'Informazione sull'Architettura
Contemporanea |

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Dopo i tragici avvenimenti dello scorso anno, dopo
lo choc, la rabbia, l'impotenza… la presa di coscienza, il ritorno alla "normalità".
Dopo… abbiamo di nuovo alzato gli occhi al cielo e per la prima volta abbiamo
capito veramente che qualcosa è cambiato. Ma cosa è cambiato? E' cambiato solo
lo skyline della metropoli cuore del mondo? E' cambiata la vita di migliaia di
famiglie? E'
cambiato soprattutto il nostro modo di vedere la città, smitizzata e indifesa.
La globalizzazione ha prodotto anche un nuovo modo di fare la guerra. Oltre i
confini nazionali, i fronti, colpendo dritto al cuore. Ha distrutto oltre che
migliaia di famiglie anche l'immagine mitizzata della metropoli. Una crisi profonda
che ci ha messo di fronte ad una realtà diversa da quella che eravamo abituati
a vedere. Abbiamo scoperto angoli di mondo dove si vive col kalasnikov a tracolla
e le donne non hanno nemmeno un nome. Imbalsamati per decenni nel ruolo di consumatori
passivi, le nostre sensibilità si sono piano piano atrofizzate e siamo e riusciti
a mangiare mentre al tg trasmettevano la siccità, la fame e la guerra in Ruanda. Solo
dopo l'11 settembre ci siamo risvegliati, in tanti, intorpiditi, ed abbiamo
incominciato piano piano a recuperare la coscienza. Dovevamo aspettare di vedere
nostra la tragedia "in casa" per prendere coscienza. Abbiamo capito
che la città non è fatta di simboli. Roma non è il Colosseo così come Parigi non
è la Tour Eiffel e New York non è le Twin Towers. Mettendo da parte l'immaginario comune ed i falsi miti cerchiamo di vedere oltre.
E'
quello che fanno Pippo Corra e Gabriele Mastrigli che hanno curato la pubblicazione
di un libretto "La metropoli dopo" che racchiude diversi articoli su
alcune delle principali capitali extraeuropee scelti all'interno di una serie
pubblicati sul Manifesto. Shanghai, Valparaiso, Tunisi, Beirut, Singapore,
Mosca, Pechino, Tokio, Calcutta, Luanda, Taipei e New York. All'interno di ognuna
di queste metropoli mille sfaccettature, mille modi di vivere e sopravvivere che
raccontano concretamente realtà completamente diverse da quella nostra "occidentale".
Chiudono infine un'intervista a Rem Koolhaas dopo l'attacco al Word Trade Center
e un testo "Territori in transizione" dell'architetto da poco scomparso
Yorgos Simeoforidis. Sul sito dell'editore Meltemi
è possibile scaricare un estratto in Pdf
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[09-2002] |
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