Il Centre International du Design è un nuovo ente di comunicazione, di ricerca e di educazione nel campo del design. Il progetto è situato sullo storico sito della Fabbrica Nazionale delle Armi a St. Etienne, un’area industriale dimessa. La sua riabilitazione rappresenta un primo passo verso il recente piano di sviluppo della città. Il progetto comprende la ristrutturazione di numerosi edifici storici, così come l’integrazione di un nuovo edificio, la Platine, una torre di osservazione (altezza 31 metri), due giardini e Place d’Armes, un ampio spazio pubblico. Sono ideati nel contesto urbano storico che si sviluppa con tutta una serie di spazi pubblici lungo l’asse Nord-Sud della valle locale. Il Platine è un laboratorio interclimatico la cui pelle avvolgente si adatta a diversi programmi: spazi espositivi, un auditorium, l’agorà, una serra ed una mediateca. Ognuno di essi determina una diversa esigenza in termini di luce e di clima, che allo stesso tempo scandiscono le diverse attività de la Cité du design.

Programma

Il progetto è stato realizzato basandosi sugli elementi predominanti del luogo: i giardini sospesi, Place D’Armes, il B?timent de l’Horloge, gli Ateliers e la Grande Usine – e un nuovo elemento di connessione, il Platine, una costruzione con la struttura affusolata. Esso è pensato come un’articolazione tra la figura gerarchica e la discontinuità ereditata dal luogo e la matrice continua richiesta dal programma istituzionale. Facilita le connessioni fra i centri di un sistema non gerarchico e fornisce un passaggio pubblico coperto, ospitando la maggior parte delle attività all’aperto della Cité. Infatti, quest’unico volume mette insieme le attività comunicative dell’Agora, le sale espositive, l’auditorium e la biblioteca. Un luogo di fusione, vicino alla città; la sua posizione all’interno dell’area fa sì che funzioni da strada interna, interferendo il meno possibile con la visibilità del B?timent del l’Horloge e permettendo una visione integrale che comprende Place d’Armes ed allo stesso tempo il centro della città.

Osservatorio

La portata e l’ambizione del progetto hanno portato a delle “parziali” inaugurazioni in sequenza, una vicina all’altra, comprese le celebrazioni della Biennale Internazionale del Design di Saint-Etienne. Nel 2006 l’Osservatorio è stato il primo elemento ad essere istituito, diventando l’elemento di interazione tra architettura, programmi futuri, accoglienza del pubblico e le opportunità offerte dal sito. Questa torre, che sorge di fianco il Bâtiment de l’Horloge, è stata assemblata in cantiere ed ha fatto in modo che il progetto venisse reso noto alla popolazione di Saint Etienne, offrendo allo stesso tempo un romantico punto di vista sulla città e diventando un punto di riferimento notevole, identificabile con la Cité du Design. Situato nella confluenza di diverse aree della produzione, l’Osservatorio rompe l’apparente simmetria delle strutture e la gerarchia visiva tra la facciata e le aree di produzione. Affacciato sugli altri edifici, la sua altezza ha consentito di osservare il processo di costruzione della Cité du Design. Oggi ha assunto la funzione di belvedere.Overall Design.

Design complessivo

Il recupero degli edifici esistenti e il miglioramento della loro prestazione energetica è stato realizzato con l’intenzione di preservare il più possibile gli spazi e di dotarli allo stesso tempo di una maggiore flessibilità. Gli spazi esterni mettono in relazione le varie attività della Cité.

ILaboratorio Interclimatico

Il Platine è progettato come un tutt’uno, dove ogni parte interagisce con l’ambiente, e dove ogni elemento è allo stesso tempo il risultato e la causa di altri fattori. La parte impiantistica si estende ai lati e al seminterrato, così da lasciare lo spazio il più libero e aperto possibile.

I vari ambienti sono regolati da un preciso impianto climatico e tutto il progetto è stato pensato per riuscire a soddisfare in maniera autonoma al proprio fabbisogno energetico.

La successione delle diverse aree del Platine è marcata da pareti divisorie chiamate filtri; queste garantiscono allo stesso tempo una protezione acustica e una stabilità climatica, come succede ad esempio nella Greenhouse. Il design climatico varia a seconda delle differenti aree. Questa graduazione climatica fa sì che le condizioni interne si adattino alle diverse esigenze senza condizionare l’intero volume del Platine. In ogni modo, le zone interagiscono tra di loro; ad esempio l’aria condizionata della Greenhouse è presa dall’ areazione invernale delle zone successive. I due strati della copertura sono anch’essi coinvolti nella regolazione climatica. Lo strato esterno dei pannelli può modulare gli ingressi nelle diverse aree a seconda delle diverse esigenze. Filtra la luce, la assorbe e la trasforma in energia e regola inoltre l’aria e gli scambi di calore.

Sulle superfici interne, ventilazione naturale, riscaldamento e raffreddamento attraverso un pavimento reversibile di riscaldamento/raffreddamento, e uno strato basso di emissione sul lato posteriore della copertura aumentano il comfort termico di tutti quelli che vi sostano. Il basso strato di emissione delle pareti interne attiva l’energia dissipata dal pavimento riscaldante/raffreddante per essere riflessa, come uno specchio termico. Sotto il Platine viene applicato un sistema di energia geotermica, attraverso l’attivazione termica delle fondamenta, con uso di pozzi canadesi per il pre-condizionamento di aria fresca e scambio di aria tra diverse le zone per ridurre il consumo di energia.

Energia termica e pozzi Canadesi

L’energia geometrica consiste in due sistemi combinati: il primo, un campo di ventiquattro sonde in una doppia U con una lunghezza di 100 ml ciascuno, fornisce energia di 130 Kw ; il secondo, un campo di pile (il primo in Francia), composto da circuiti di ripresa in cento pali di fondazione (tubi disposti in gabbie con barre rinforzate) del Platine, che danno un energia di 80 Kw. La pompa di calore fornisce 290 Kw di energia a disposizione del pavimento riscaldato.

Un fluido termovettore circola nelle due reti per recuperare l’energia disponibile nel terreno e sono raccolte per la pompa di calore.

In inverno queste due reti servono per il riscaldamento dal pavimento e durante l’estate per il raffrescamento della Platine.

L’ADEME (Agenzia Francese per la Gestione dell’Ambiente e l’Energia) e l’EDF, Fornitore d’Elettricità in Francia, con il supporto del CSTB, Centro Tecnico e Scientifico di Costruzione, condurrà ogni due anni un controllo. Per fare questo sono stati applicati dieci contatori di energia, cinque contatori elettrici, attrezzatura da sonda e contatori sui pali di fondazione. La temperatura del terreno attorno ai due pali è registrata a diverse profondità per seguire i cambiamenti di temperatura nelle diverse stagioni. Un pozzo Canadese viene utilizzato per trattare l’aria. Per rendere questa tecnologia più economica possibile, lo spazio sotto il Platine è stato chiuso e può così svolgere la sua funzione.

Struttura del Platine

La struttura del Platine è una specie di unità di lattice, formata da una maglia tridimensionale che consiste in sezioni metalliche di piccole dimensioni e basata su una struttura a reticolo di 2,10 metri. Diventa allo stesso tempo copertura chiusura verticale. La omogeneità e la distribuzione delle forze in tutte le direzioni generano una struttura gerarchica – un “monospazio” libero da ogni supporto intermedio. Viste dall’interno, le dimensioni ridotte delle sezioni metalliche trasformano la struttura in una vibrazione che definisce il confine tra interno ed esterno.

Pelle

L’involucro del Platine, costituito da 14.000 triangoli equilateri di 1,20m di lato, è una pelle graduata e reattiva: modulazione tra opaco e trasparente, isolato o interclimatico, aperto e chiuso, che riflette e accompagna i vari cicli e le interazioni della Cité du Design.

I moduli sono combinati in base a diverse caratteristiche al fine di raggiungere prestazioni differenziate nei vari ambienti del Platine. La scelta dei vetri permette una distribuzione naturale della luce a seconda dell’uso.

L’opportunità di integrare pannelli solari (fotovoltaici e sperimentali) sulla copertura del Platine permetterà la produzione di energia, nonché lo sviluppo e la sperimentazione di materiali innovativi. La copertura reagisce continuamente ai cambiamenti climatici. E può anche espletare nuove funzioni. A lungo termine i pannelli possono essere rimpiazzati o modificati per adattarsi alle diverse esigenze o per ampliare l’area di sperimentazione.

Pannelli fotovoltaici

I pannelli modulari triangolari che fungono da facciata del Platine si integrano facilmente in un sistema coerente di produzione di elementi di energia, inclusi i pannelli fotovoltaici. L’energia solare fotovoltaica è una fonte rinnovabile di energia che produce elettricità trasformando una parte della radiazione solare con una cellula fotovoltaica. Molte cellule sono interconnesse in un modulo solare fotovoltaico che può assumere diverse configurazioni e adattarsi ad un pannello triangolare standard. L’energia prodotta è reintrodotta nella rete globale e contribuisce nella sua scala a ridurre il carico sui centri di produzione di fornitura energetica fossile.

Pannelli sperimentali

120 m² di superficie sono destinata all’installazione di pannelli sperimentali, che possono evolversi o essere sostituiti in seguito a progressi tecnologici. Attualmente sono pannelli a fotosintesi.

Queste cellule sono ispirate dalla fotosintesi. I pannelli sono ricoperti su un lato da uno strato di biossido di titanio rivestito da un colorante chiamato sensibilizzante e sulla l’altro lato da una soluzione elettrolitica.

Quando un raggio di luce colpisce il colorante, uno elettrone viene espulso. Tutti gli elettroni liberati attraversano l’ossido sono raccolti nel bordo della cella e poi sono diretti verso un circuito esterno.
Luce

La pelle del Platine non solo regola il clima ma anche la luce. La luminosità reagisce alle condizioni esterne e alle esigenze interne. I pannelli forniscono luce controllata nelle aree espositive o alti livelli di luminosità i altre aree, come nella Greenhouse o nell’Agorà.

Giardini

Il “work in progress” della natura ha accompagnato l’evoluzione del lavoro sul paesaggio dei Giardini. Non essendo più utilizzati, erano stati abbandonati. Dopo una diagnosi dello stato di salute degli alberi e un’analisi delle caratteristiche dei due giardini storici, si è deciso di mantenere la loro identità. Oggi il terreno sabbioso del giardino nord è dotato di una base che soddisfa i suoi differenti usi; il giardino sud invece, progettato come un ampio prato con alberi permanenti, è caratterizzato da un’atmosfera più contemplativa.

Infoscape

Un sistema di guida per la Cité du Design è stato sviluppato per fornire un miglior uso delle informazioni fornite dai vari attori della Cité e i suoi collaboratori esterni. I parametri di navigazione si estendono oltre i confini del sito della Cité e forniscono più direzioni nello spazio così da risolvere problemi di comunicazione aziendale e così da portare insieme i dati dal Vocational Training Centre.

Arredamento

L’arredamento della Cité è stato pensato per quattro tipi di spazio con un più ampio riflesso sull’autonomia e l’interazione delle zone di lavoro:

_Tipo collettivo (fucina): zona performativa per compiti abituali dove ognuno ha il proprio spazio identificato nell’insieme più ampio;

_ Tipo concentrato (cellula): area di produzione che richiede uno spazio di riflessione individuale che permetta un alto grado di concentrazione;

_ Tipo di scambio spontaneo (club): area informale per lo scambio e l’interazione con un alto grado di flessibilità nell’uso dello spazio che si dovrà adattare alle diverse configurazioni di interazione tra persone.

Il dibattito è stato portato avanti non solo su ogni singolo tipo, ma anche sulle interfacce e le zone di passaggio e gli schemi di traffico che si trovano tra questi. Questa maniera di concepire lo spazio è coerente con le opportunità offerte dalle superfici e i volumi che l’architettura offre alla Cité. La scelta dell’arredamento è stata fatta per creare questo tipo di operazione e per ottimizzare l’uso dello spazio. Alcuni elementi sono stati inventati per iniziare la creazione di queste aree e integrarle meglio in questa particolare interpretazione dello spazio.

 

Traduzione: Sara Serraiocco


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DATI DI PROGETTO

PROGETTO : Citè du Design

LOCALIZZAZIONE : Saint-Etienne, France

ARCHITETTI: Finn Geipel, Giulia Andi, Berlin/Paris

PROJECT TEAM: Stefan Jeske, Philip König (Project Managers) Jan-Oliver Kunze, Judith Stichtenoth, Francois Maisonnasse, Muriel Poncet, Marielle Gilibert, Heiko Walth

ASSISTANT TO THE EXECUTION OF CONSTRUCTION: Benjamin Wallerand- Maurice Guitton,Lyon

ARCHITETTI LOCALI : Dominique Berger + Sandra Tauveron, Cabinet Berger, Saint-Étienne

STRUTTURE: Werner Sobek + Thomas Winterstetter, WSI, Stuttgart/New York

INGEGNERIA: Fréderique Binvignat + Christian Desquiens, BETOM Ingénierie, Corbas

CLIMA: Matthias Schuler + Arnaud Billard, Transsolar, Stuttgart/New York

ECONOMIA: Pierre Dumond + Alain Baland, Cyprium, Lyon

ACUSTICA: Richard Denayrou + Emily Morin, Altia Acoustique, Paris

SCENOGRAFIA: Gérard Fleury , Architecture & Technique, Paris

LUCI: Andy Sedgwick + Jeff Shaw, Ove Arup, London

LANDSCAPING: Clément Willemin + Frank Poirier, BASE, Paris

DESIGN DELLA COMUNICAZIONE: Andreas Schneider, IIDj, Tokyo

FILOSOFIA: Joseph Hanimann, Paris

SITO

MANUFACTURE D'ARMES : 180.00 m2

CITE' DU DESIGN: 64.000 m2

PROGETTO

SURPERFICIE NETTA: 21.140 m2

OSSERVATORIO

ALTEZZA: 31m

SUPERFICIE DELLA PIATAFORMA: 100m2

EDIFICI STORCI

FABRIQUE 5000 : 5.000m2

BATIMENT DE L'HORLOGE : 2.795m2

BATIMENT ATELIERS TECHIQUES-TECHNICA WORKSHOP BUILDINGS: 2230 m2

BATIMENT ATELIERS PEDAGOGIQUS: 3550 m2

PLATINE

SUPERFICIE: 7.465 m2

LUNGHEZZA: 193,2 m

LARGHEZZA: 31,2 m

ALTEZZA: 4,6 - 6,5 m

SUPERFICIE DELLA PELLE: 8.930 m2

PANNELLI: 14.068

DATE

CONCORSO: 2004

REALIZZAZIONE: 2006 - 2009

COSTO DELL'OPERA

COSTO STIMATO : 37,37 M euro

COSTO FINALE : 41,54 M euro

[2010-02-17]

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