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"Concorso di idee per la redazione di un progetto di sistemazione architettonico-ambientale del centro storico di S. Elena"-Comune di Silea (TV)


La mancanza di un landmark capace di catalizzare dinamiche urbane in controtendenza ad una apolarità edificatoria latente, ha indirizzato le linee guida del progetto. L'analisi morfo-tipologica del tessuto urbano nel centro storico del paese ha evidenziato un orientamento prevalente, consolidato, NE-SO di fabbricati di modesta altezza e con tre elementi dominanti sul contesto: la Chiesa, villa Contarini e l'isola.

Nel progetto è stata seguita la strategia della definizione di una polarità per interconnessione tra le parti, attraverso l'inserimento di uno spazio collettivo come la piazza, capace di indirizzare verso una aggregazione sociale diffusa.

La genesi del progetto trae il suo fondamento dall'individuazione di una maglia a "fasce", sulla quale, sono state progressivamente sovrapposte una serie di matrici identificative del progetto, quali: il landscape-building, la pensilina "contenitore", la piazza "estesa", i percorsi pedonali su vari livelli, il piccolo pontile, il verde, la passerella ciclo-pedonale e le attrezzature per la fruizione dell'isola.

La triangolazione formale dell'edificio con la pensilina, si affianca idealmente alla triangolazione ideale tra la Chiesa, villa Contarini e l'isola, delimitando solo nella terza dimensione uno spazio che appare sia internamente, che esternamente con fronti permeabili visivamente, caratterizzati da una forte trasparenza e tali da permettere un collegamento visivo diretto tra l'ansa del Sile e la campagna circostante. Il vuoto è inteso e percepito come elemento unificante, capace di eliminare l'attuale chiusura tra i due ambiti.

La piazza si delinea come "piazza estesa", luogo di percezione sensoriale dilatata, tanto da estendersi verso Villa Contarini e la Chiesa Parrocchiale, divenendo luogo di conversazione, di sosta e di passeggio, grazie a salti di quota, rampe di collegamento ed un arredo urbano integrato.

In questo sistema di percorsi pedonali, rientra anche il pontile per l'attracco di piccole imbarcazioni pensato nell'ansa del fiume, una cavea naturale, rivestita di un fitto manto d'erba e  di alberature esistenti all'ombra delle quali si snodano rampe e scalette di legno che si connettono alla piazza e al percorso lungo il fiume.

Proprio la fruizione del lungo Sile non si arresta però alla Chiesa, ma prosegue costeggiando la riva e  il percorso muta matericità, da serpentino a spacco diviene un  tavolato di legno che raggiunge il ponte ciclo-pedonale, da dove, si può proseguire verso l'isola oppure optare per costeggiare il letto principale del fiume. Nella porzione di  terreno a ridosso dei campi di calcio, si è pensato ad un disegno dei percorsi attraverso una maglia regolare di alberi da frutto, all'ombra dei quali sono state collocate pedane di sosta in legno. Le integrazioni arboree vogliono, nelle intenzioni, enfatizzare il valore intrinseco della vegetazione autoctona esistente mentre la zona attrezzata per i giochi per bambini è "l'evento" che vuole rendere vivo questo luogo.

L'unico collegamento all'isola è un ponte ciclo-pedonale che introduce ad un'area interamente progettata, come esperienza sensoriale totale. Le funzioni collocate perseguono, l'obiettivo di generare nel visitatore "emozioni" visivo-percettive e tattili tali da entrare in più stretta simbiosi con il paesaggio circostante.

L'idea di un edificio che diventi esso stesso paesaggio (landscape-building), in simbiosi con gli elementi del contesto, ha indirizzato verso scelte formali di carattere minimale, atte ad uniformare la superficie esterna. Il rivestimento in doghe di legno, conferisce alla massa edilizia una sua valenza ambientale accentuata dalla trasparenza degli spazi commerciali sottostanti. Proprio questa caratteristica, precedentemente sottolineata, delinea l'idea di una "scatola di legno" sospesa nel paesaggio circostante, quasi una fluttuazione ambientale, ancor più accentuata dalla possibilità di ottenere un volume assolutamente puro con la chiusura degli scuri. La maglia strutturale di 5.65x5.65 ha consentito la suddivisione del fabbricato in 7 unità immobiliari, anche in duplex con tipologie di alloggi tra i 50mq e i 115 mq, tali da creare mixità sociale.

Il piano terra prevede portici con spazi commerciali, uno sportello bancario, uno spazio per l'affitto di mountain-bike e, collocate sotto la pensilina, un box per informazioni turistiche della zona e servizi comunali, un'edicola e la fermata dell'autobus. Ai piani superiori, oltre ad alloggi, sono previsti: un ambulatorio medico e una saletta per associazioni o ritrovo per la collettività.

La pensilina rappresenta l'elemento architettonico di mediazione tra il fiume e la piazza, luogo di sosta, di incontro, di informazione, di riflessione così da poter essere vissuto come uno scambiatore di percezioni sensoriali e relazioni interpersonali. Anche nell'aspetto formale, questo elemento della composizione architettonica, vuole rimandare, con i suoi esili pilastri in acciaio inclinati, agli alberi dietro cui si ripara, così da infittire una trama già presente e viva nel contesto.

La triangolazione di questo nuovo edificio, permette non solo la creazione di una piazza, ma anche la valorizzazione prospettica di Villa Contarini (libera da superfetazioni), essa stessa parte di questo spazio urbano.


Luca Donner e Francesca Sorcinelli

[09-2002]

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