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[12-2004]

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A sottoporsi alle domande è Marco Sambo, 29 anni, fondatore della rivista Sgrunt ed autore di un recente libro dal titolo: Labirinti, da Crosso ai Videogames, edito da Castelvecchi. Dovendo salvare un edificio contemporaneo da un disastro nucleare, sceglierebbe San Carlino del Borromini.







LPP: Una auto-presentazione in quattro righe...

MS: Sono un giovane autore di 29 anni. Ho frequentato il liceo classico Tasso di Roma. Ho finito gli esami alla facoltà di Architettura di Roma Tre e sto preparando la Tesi in Progettazione architettonica. Nella mia vita ho sempre avuto la passione per la scrittura. A 16 anni ho fondato il giornale della scuola "All'ombra della quercia del Tasso". All'Università ho continuato l'esperienza critica fondando "Sgrunt, Spazio arrabbiato", rivista degli Studenti di Architettura presentata alla Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo (Roma 1999). Scrivo racconti e ho pubblicato articoli sulla metropoli contemporanea.





LPP: Tre motivi per i quali dovremmo comperare il tuo libro...

MS: Primo : è un lungo viaggio attraverso un archetipo primordiale dell'uomo, il labirinto. Il libro percorre la storia del dedalo attraverso città antiche, fiabe, catacombe romane, cattedrali medievali, giardini rinascimentali, arte contemporanea, fumetti, film, scienza ed esperimenti, metropoli, videogames.

Secondo : basta uscire di casa per renderci conto che la metropoli contemporanea è un vero e proprio labirinto. E così possiamo perderci in città oppure navigando per il dedalo sterminato della Rete internet, fermandoci, magari , nella stanza di Channelbeta.

Terzo : scrivo per passione e non per erudizione accademica, quindi è un libro per tutti, non per una ristretta cerchia di professori universitari o per una specifica categoria di professionisti (ad esempio gli architetti).





LPP: Il sottotitolo di Labirinti è: da  Cnosso ai videogames. Non c'è troppa carne sul fuoco?


MS: È semplicemente un percorso cronologico che dagli albori della civiltà giunge al mondo contemporaneo, svelando i frammenti del labirinto sparsi nel corso della Storia.





LPP: Due libri sul tema del labirinto che consiglieresti....


MS: Uno : Il labirinto di Bangor , Dylan Dog numero 188 (fumetto). Due : I Labirinti , di G. Buzzelli (fumetto). Tre: Il libro dei Labirinti di P. Santarcangeli. Quattro : Il mistero di Cnosso, di R. Castleden. Cinque : Le radici storiche dei racconti di fate di V.J. Propp. Sei : Topolino, numero 2326 (fumetto, nel quale si può leggere "Zio Paperone e il labirinto…Non labirinto di Zumamont" ). Sette : Il messaggio iniziatico delle cattedrali di C. Jacq. Otto : Viaggio al centro della Terra di J. Verne. Nove : Un etnologo nel metrò, di M. Augé. Dieci : Finzioni di J.L. Borges.

Dovevo consigliare solo due libri ma non sono mai stato bravo a rispettare le regole.





LPP: Parlaci della tua rivista Sgrunt...


MS: Sgrunt era un esperimento studentesco che ha permesso a tanti giovani di esprimersi. Il punto fondamentale era la necessità di comprendere ciò che viene prima della matita e del foglio di carta. Sgrunt tentava di unire diverse discipline per pensare e riflettere sul mondo contemporaneo: letteratura, filosofia, arte, architettura. E Sgrunt era anche un foglio grafico, da leggere e da esporre , pagina per pagina, come un semplice quadro. Questo è avvenuto alla Biennale di Roma del 1999, dove la rivista è stata esposta su pannelli rigidi…





LPP: Ma Sgrunt non è il verso dei paperi di Paperopoli ? Cosa c'entra Paperino con i labirinti?... Mi sembra anche di aver visto qualche papero nel tuo libro sui labirinti...



MS: Vedi… La cultura passa anche attraverso i fumetti. Un' opera di Tiziano Sclavi (Dylan Dog) non è meno affascinante di un quadro di Mondrian. Così come Paperino e Zio Paperone persi nel labirinto costituiscono un valido esempio per capire come la forma estetica del dedalo sia viva nell'arte contemporanea.





LPP: Ho letto dalla tua bio che hai scritto per Gomorra. Che ne pensi di questa rivista? Sgrunt e Gomorra : c'è qualche filo comune?


MS: Gomorra è una rivista che unisce diversi campi della conoscenza: antropologia, sociologia, arte, architettura, urbanistica. Il problema dell'architettura contemporanea è la comunicazione con il mondo esterno e con le altre discipline. Gli architetti parlano, spesso, solamente ad altri architetti e qualche volta neanche si capiscono tra di loro. Il filo conduttore è, tra la piccola Sgrunt e la grande Gomorra, proprio la necessità di scrivere, sempre e comunque, per ricercare nuove forme di comprensione e di comunicazione.

Come scrive Leonardo Benevolo nella sua "Introduzione all'architettura" : " Finché l'architetto sarà lasciato solo a tentare di risolvere i problemi della città moderna, non potrà mai venirne a capo, perché non è più persuaso che la sua professione sia autosufficiente (…) ".

Dunque, anche uno scrittore può aiutare l'architettura con nuove idee, spunti, sogni…





LPP: Tre edifici contemporanei che salveresti da un disastro nucleare...


MS: Uno : La biblioteca di Babele di Borges, edificio della fantasia.

Due : Tutti gli edifici del Weissenhofsiedlung di Stoccarda, perché l'abitazione è importante, specialmente in un mondo labirintico che si avvicina sempre più ad una dimensione speculativa, abusiva e apocalittica.

Tre : San Carlino alle Quattro Fontane di Borromini, forse l'edificio più ardito, contemporaneo, quasi un sogno del futuro.





LPP: Tre parole oggi importanti

MS: Labirinto, dedalo, meandro.







Intervista a cura di

Luigi Prestinenza Puglisi




Intervista pubblicata sulla PresS/Tletter n°36 del 2004

Lettera con notizie e eventi di architettura, cultura, arte, design

a cura di Luigi Prestinenza Puglisi