channelbeta - canale d'informazione sull'architettura contemporanea

[10-2004]

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A sottoporsi alle domande è Massimiliano Tonelli direttore di Exibart. Exibart si occupa di arte e l'architettura con un sito internet (www.exibart.com) e una rivista su carta, exibart.onpaper.




LPP: Descrivimi in quattro righe Exibart...

MT: Exibart è il principale il principale strumento di informazione e aggiornamento sul mondo dell'arte inteso in senso lato. E dunque allargato spesso e volentieri al design, l'architetture, la moda, la tecnologia e molto, molto altro. La caratteristica principale del progetto editoriale è l'approccio multiaccesso. Il prodotto è concepito per dare il meglio di se allorquando è fruito da più punti di partenza: carta, web, mail.



LPP: Cosa c'è di interessante nell'arte italiana oggi?

MT: Più che cosa c'è di interessante diciamo cosa c'è di nuovo. Giacché, in settori cutting edge, i termini necessariamente si equivalgono. Di nuovo c'è una tendenza all'abbandono della installazione, che ha dominato gli anni novanta, a vantaggio della pittura, del disegno, dell'incisione, del ricamo… Ambiti assolutamente tradizionali, ma allo stesso tempo rivisitati dai giovani artisti in modo completamente contemporaneo.




LPP: Due o tre artisti che potrebbero interessare gli architetti...

MT: Senza dubbio Italo Zuffi, Giacomo Costa e Botto&Bruno. E poi ci sono i fotografi come Francesco Jodice, Luisa Lambri, Elisa Sighicelli, Alessandra Tesi, Olivo Barbieri…



LPP: Quanto credi che l'architettura interessi oggi gli artisti?

MT: Tantissimo e sempre di più. Gli artisti sono mitili che filtrano di continuo gli impulsi che provengono dalla società che li circonda. E l'architettura -basti vedere le pagine dei newsmagazine come L'Espresso o Panorama- non fa che accrescere il suo ruolo nella società.


LPP: Dopo Argan, Brandi, Bettini che erano insieme critici d'arte e studiosi di architettura, oggi prevalgono gli specialisti?


MT: I critici d'arte che si occupano di architettura non mancano, anche tra i giovani, ma senz'altro i due settori hanno preso strade leggermente divergenti. Ed è un peccato per tutti e due.


LPP: Tre architetti che ti sembrano interessanti

MT: Non dirò niente di nuovo. Massimiliano Fuksas, Santiago Calatrava e Claudio Silvestrin.



LPP: Da chi ti faresti costruire la casa?

MT: Se fosse possibile da Adalberto Libera…



LPP: Da chi non te la faresti costruire?

MT: Senz'altro da Frank 'O Ghery




LPP: E, adesso, in tre righe un tuo brevissimo curriculum.


MT: Sono nato a Roma nel 1978. Mi sono trasferito a Siena diciannove anni dopo per seguire i corsi dell'ateneo della cittadina senese. Ben presto ho avuto voglia di fare del giornalismo. Ho iniziato con il teatro, ma subito ho virato verso l'arte concependo Exibart che, nato dal nulla, è diventato in questi anni -sarò presuntuoso, ma credo proprio di non esagerare- un caso editoriale a tutti gli effetti.



Intervista a cura di

Luigi Prestinenza Puglisi




Intervista pubblicata sulla PresS/Tletter n°30 del 2004

Lettera con notizie e eventi di architettura, cultura, arte, design

a cura di Luigi Prestinenza Puglisi