

Tema di questa 12a edizione del SaloneSatellite è quello del progetto del benessere. Un pensiero astratto che diventa un’emozione concreta: il benessere del corpo-della mente-dell’anima. Ovvero lo stare bene da seduti, da sdraiati, in piedi, con se stessi, con gli altri e, soprattutto, con e grazie agli oggetti che usiamo e che ci circondano. L’allestimento, curato dall’architetto Ricardo Bello Dias, che ha firmato tutti i progetti del SaloneSatellite, è caratterizzato dall’uso di 4 colori corrispondenti ad altrettanti stati d’animo legati al benessere: rosso/gioia, giallo/pace, azzurro/calma, viola/leggerezza.
Il benessere è alla base
dei bisogni umani, è un’aspirazione universale e ai 702 designer,
di cui 420 stranieri da 36 Paesi, alle 22 scuole internazionali di design
partecipanti e a tutti i visitatori del SaloneSatellite si vuole che arrivi
proprio questo messaggio: progettare il benessere, per un mondo migliore
a 360°. Il programma del SaloneSatellite, luogo di incontro per eccellenza
tra gli imprenditori-talent scout e i più promettenti progettisti,
ha previsto tre Design Talks tenuti da importanti designer di Paesi emergenti:
i brasiliani fratelli Campana e l’indiano Vaibhav Bakhshi, oltre a Enrico
Azzimonti e Antonio Cos, e due giornate di workshop sul Ben-essere. Chiusa
questa introduzione necessaria per dover di cronaca, si pone l'attenzione
proprio sull'ultima parola sovra citata: Ben-essere!
Così scritto e letto questo termine fa molto pensare, soprattutto
dopo aver visto i progetti esposti. Ci si chiede se effettivamente è
un "ben essere" inteso come "bell'essere"(bello, simpatico,
gradevole,...), o un "benessere" dove l'essere in quanto tale,
trae totale giovamento psicofisico dall'oggetto. A dirla tutta si fa un
po' fatica a sostenere la seconda ipotesi, in linea molto generale lo styling
continua a prevalere sul design. Non avrebbe fatto alcuna differenza se
il tema di quest'anno non fosse stato il benessere bensì la praticità
o il minimalismo o la leggerezza. Cos'è che dovrebbe "far bene"
ad un fruitore? Una poltrona di feltro anziché una in pelle? Delle
esili e spigolose sedute anziché sedie imbottite con schienale? E'
un negativo vortice da cui è difficile uscire, questo è comprensibile!
Di fronte a tale problematica, nella volontà di cercare un filo di continuità e coerenza tra l'attuale "Piano Casa" ed il Disegno di Legge sulla qualità dell'Architettura presentato da Sandro Bondi, le strade percorribili, anche contemporaneamente, potrebbero essere due: quella del recupero degli immobili abbandonati e quella della realizzazione di nuovi quartieri per alloggi, privilegiando la loro localizzazione in aree ex industriali ormai inglobate nei centri urbani.
Senza dubbio tra questi giovani designer le idee non mancano, però è facile notare come a seconda della provenienza, nazionalità e formazione, l'approccio sia del tutto diverso. Non a caso, si mostrano qualitativamente elevati, sia per originalità, funzione, ed innovazione, progetti realizzati dai giapponesi, passando per gli americani, nordeuropei e via via scendendo verso sud. Questo è un dato su cui porre l'attenzione, perché è facile notare come paesi ricchi e culturalmente avanzati investano sulla ricerca differenziandosi dagli altri. Tutto questo si ripercuote anche sulla creatività e forse anche sull'idea, sull'input che arriva direttamente al giovane designer e che successivamente elabora con mezzi e strumenti a lui facilmente concessi. Gli italiani, salvo due o tre eccezioni, non arrivano a quella freschezza di idee che hanno avuto i colleghi giapponesi. Colpisce la seria professionalità dell'Università di Osaka e le geniali soluzioni della Colombia University. C'è poco da fare: quando uno Stato investe sulla ricerca migliora automaticamente il livello qualitativo dei propri prodotti e dei propri progettisti. D'altronde sono cose che anche i bambini sanno, ma quando si percepisce così spudoratamente la differenza e la superiorità, si rimane con l'amaro in bocca. Ronan Bouroullec ritiene che ora come ora, sia sempre più difficile esprimere le peculiarità nazionali nel design. Ma siamo veramente convinti di questo?
Davide Di Virgilio - Channelbeta
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| [30-04-2009] |
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