

Aggregazione di giovani designers
legati dal laccio della sostenibilità si riflettono nello stormo
di rondini bianche che rompono il verde del cielo di fondo, tema e filo
conduttore del Salone Satellite 2008. Ma se una rondine non fa primavera,
tante rondini fanno la primavera del design e del design di ricerca? 570
i giovani designer che hanno preso parte all'undicesima edizione del Satellite
proponendo e incentivando l'ideazione di oggetti di ecodesign nella forma
o nella sostanza. Flessibilità, riciclo-riuso, decontestualizzazione,
trasportabilità e gioco sono gli altri nastri trasportatori dall'edizione
di quest'anno, che si lega e si specchia nelle esigenze, le abitudini ,
gli stili di vita e i modi di essere dell'uomo contemporaneo, sempre in
viaggio, pronto al cambiamento e ad una qualità di vita flessibile,
legata al concetto di divertimento, alla ricerca del diverso e del particolare
che salvi da un'omologazione di massa da cui spesso si è irrimediabilmente
travolti, al grido: il design ci salverà! Tante le idee proposte
e "riproposte" a volte ancora acerbe a volte troppo mature, poche
quelle che davvero alzano la qualità portando una ventata di aria
fresca o meglio dire di "luce fresca" visto che tra le proposte
più interessanti abbiamo quelle legate al mondo dell'illuminotecnica.L'alveare
di luce di Toro & Sarah costituito da elementi distinti e aggregabili
che a seconda delle esigenze creative o pratiche possono comporsi o scomporsi
trasferendo la luce attraverso il solo contatto è una delle proposte
più innovative. Un ritorno attualissimo al passato è quello
dell'Ecole des Beaux arts di Rennes: attraverso una serie di fili elettrici
dichiarati, fissati alla parete e posizionati a seconda dell'estro e delle
esigenze si fa un tuffo nel passato, nella casa della nonna per intenderci,
quando ancora i canali elettrici non venivano inglobati ma adattati ad essa.
Divertente anche la lampada proposta da Tetsuo Shibuya, che sembra un oggetto
rotto trovato per caso, tenuto su da semplice nastro adesivo. Interessante
anche La proposta del Club United e la "13 minuti per due" di
Mile Project ,
l'orologio "illuminato" che traccia le ore e i minuti attraverso
piccoli fasci di luce sulla parete incorniciata dalla struttura dell'orologio.
Il gioco si lega al cibo nel lavoro di Masaru
Ishikawa, un'esperienza di food design, un castello realizzato con contenitori
di ceramica bianca, sette pezzi base che si legano tra loro come nel gioco
delle costruzioni e che possono essere composti in tante diverse variazioni
a seconda della fantasia del "giocatore". Ancora il gioco è
il protagonista del tappeto-puzzle di Katrin Sonnleitner. Divertente e terapeutico
"Wordrom"
l'attaccapanni dei Central
Unit Design per tutti i disordinati cronici, un modulo che lo migliora
rendendolo graficamente accattivante. Sulla stessa lunghezza d'onda l'appendiabiti
dei Postfossil meno liberatorio, ma che sfrutta la stessa idea d'incanalare
il disordine in un gesto creativo! Tanti gli esempi di oggetti 2D , trasportabili
e imballabili come in una cofezione di giocattoli che poi al momento dovuto
con facilità e poche piegature diventano tridimensionali: scaffali,
mobili, sedie nelle proposte creative di Area Progetto, Junio Design, Matthias
Ries, Qed, Hettler Tullmann. Il "Design in kit" per un perfetto
nomade metropolitano nelle elaborazioni creative di D.SIGN21, Pico, Nicola
from Bern con il suo letto che utilizza tubi di plastica telescopici rinforzati
con fibra di vetro che possono essere adattati alle diverse dimensioni del
materasso, manipolati e stoccati con facilità. Trasformabilità
e adattabilità che si estende ad ogni scala di elaborazione e di
grandezza degli oggetti di design, fino alle posate della Fab Associated,
forchetta e cucchiaio in un unico oggetto e due materiali. Tanta voglia
di verde, perfettamente in linea con il tema di quest'anno, ironico e a
volte a tutti i costi nelle proposte di Wallonie Belgium, Laboratorio
Experimental diseno, AZ & Mut studio francese che mostra "Tutrix"
un'idea umile ed efficace, un sistema modulare trasparente che nel tempo
sarà ricoperto dal vegetale, che può essere innestato nei
modi più svariati permettendo la progettazione di crescita della
pianta, tracciandone lo sviluppo. Altro protagonista dell'edizione di quest'anno
il "Redesign", un riuso creativo degli oggetti, estrapolati dal
loro contesto o funzione iniziale e reinventati, così una pentola
diventa un orologio, un cassetto e una valigia delle sedute come nell'opera
di Fethi Atakol
in cui il tutto ha un sapore rustico. Più raffinati i prodotti presentati
da Smog in cui le tradizionali sedie di paglia sono riproposte con un tocco
di contemporaneità attraverso uno schienale di plexiglass stampato.
Decontestualizzazione fa rima con
Onsite Studio, in cui i tubi corrugati utilizzati normalmente per altri
fini diventano sedute piacevoli da vedere e da vivere, sinuose e flessibili.
Degno di nota il lavoro condotto
dall'University
of Belgrade, in cui tutto è diverso da quello che sembra, ossia
tutto è in trasformazione, oggetti che s'incanstrano e disincastrano
per dar vita di volta in volta a nuove soluzioni, nuove forme, nuove immagini.
Tra le proposte più eleganti la sedia ELE di John Niero, il tavolo
Discu dello Studio
Hausen, Winkel, Schaub e le idee del gruppo Hidden
Art, tra cui spicca il mobile in disintegrazione di Gareth Neal, la
poesia di Daisuke Hiraiwa, e la simpatica soluzione di Lina Meuer per tutti
gli appassionati della cena sul divano davanti alla tv. Nils Frederking
anche quest'anno si presenta con soluzioni sobrie, composte ma geniali.
Vagando nel padiglione 28, tra cose che colpiscono più o meno l'occhio
del visitatore, tra le idee più interessanti ce ne sono anche tante
anonime, in alcune si trova qualche spunto che sembra non aver avuto modo
e tempo di diventare altro, in altre nemmeno quello. Molte le citazioni,
le riproposizioni e una certa ripetizione di tematiche progettuali. Comunque
tirando le somme, nonostante tutto, nel bene e nel male l'aria che si respira
al salone satellite è sempre quella di un fermento , uno spazio in
cui i giovani creativi hanno la possibilità "rara" di confrontarsi
e proporsi in una vetrina internazionale, stabilire sinergie tra università
di tutto il mondo, desiners e aziende interessate a prodotti innovativi
e di ricerca, quindi se ne parli bene o male , l'importante è che
se ne parli!
Roberta Patrizia Di Benigno-Channelbeta
LINKS:
Salone del Mobile - Milano 2008
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[10-06-2008] |
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