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Segnali di fumo…


"Quella cava era servita per la costruzione dell'autostrada, una lingua di asfalto che serve agli uomini per prolungare la propria casa, il proprio ufficio…" [*] e "la cava era rimasta lì, enorme, accanto alla città, ma era come se non ci fosse". [*]

"Gli abitanti del luogo l'avevano dimenticata quando era cessata la sua funzione…" [*] "…vento e terra, arbusti e sassi: cosa fosse quel luogo, in effetti, nessuno lo sapeva, non c'era alcun motivo per andarci, così vicino, eppure così lontano, un luogo abbandonato, una sorta di limbo che non era veramente dell'uomo, non era veramente della natura, né della città, né della campagna…" [*] "…la gente dei paesi vicini mormorava di strane presenze, inspiegabili luci; magie e leggende circondavano quel luogo…" [*] "…atavico ed ancestrale" [*] "…forse era rimasto qualcuno nella cava, forse vecchi operai si erano adattati al …" [*] "…grande terremoto - come quello raccontato da Erodoto - che aveva diviso la storia dei suoi abitanti dal contesto" [*].

"Alcuni si rifugiarono nella seconda stanza [della cava] dove…" [*] "…quasi all'improvviso, le pareti, modificandosi, assumevano forme precise, diventavano materia più concreta, scoprivano un varco…" [*] "…altri presero a giocare, accesero un fuoco e mandarono segnali; Ciaula era lì, confortato da quelle fiamme e da quel crepitio, e sentì il desiderio di fare la storia di quel luogo […] fatta di nuovi totem, di nuove torri di Babele e pensò ad una lingua fatta di segni e non di parole.

Nuovi uomini arrivarono e nessuno voleva innalzare la propria colonna di fumo, e modificare i segni lasciati da altri perché somigliassero ai propri. Dall'intreccio inestricabile di percorsi e di eventi nacque una foresta di luci e di rumori e il posto si tramutò in un luogo di festa…" [*] "…perché quella terra era di tutti e ci si poteva divertire, ballare, cantare…" [*] "…come figure danzanti, frammenti di vita e di culture trasmutavano in immagini, moltiplicandosi in giochi sempre nuovi di forma e di spazio." [*]"Era diventata questa la forma di quel posto, la sua capacità di cambiare col passare delle ore, delle stagioni, delle nuvole del cielo: era un luogo senza nome…una comunità festosa…che trovava la sua ragion di essere nell'essere altro da sé, dal vuoto, dal nulla, dall'assenza, dal silenzio." [*]


Frammenti liberamente tratti da scritti di studenti del Laboratorio di Progettazione architettonica 3B a.a.1997/98 Ud'A Pescara ed elaborati come prologo al progetto della cava di Torre de' Passeri.



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