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Qualcuno, evidentemente, ha dimenticato qualcosa. Il progetto lo ha fatto realmente lui. Ma da dove viene, e verso dove sta andando il signor Brown? Torniamo su www.structurae.de, quindi, e cerchiamo alla voce Brown & Beech, o Brown & Beech Associates o Incorporated o Engineering (riteniamo, e speriamo, gli stessi). Viene fuori un progetto (come Associates) per un ponte in Cina, Tsing Lung Bridge, un ponte sospeso come il nostro, ma soltanto stradale, la cui costruzione è da considerare terminata entro il 2008. La società che fa capo al signor Brown fa parte della cordata dei consulting engineers (consulenti per le strutture?) ed è legata alla progettazione di Yee Associates, che si sono occupati dell'architectural design. Ora, i signori Raymond e Ronald Yee, inglesi nonostante il loro cognome orientale, sono due giovani architetti che si sono distinti, all'inizio della carriera, nella realizzazione di due piccoli ponti urbani (imm. 04, 05)

e nella progettazione di ponti a una (imm. 05) o a più campate (imm. 06) alcuni dei quali di recente realizzazione. Ma quello che ci lascia più sorpresi è che di questo sorprendente ponte cinese di 1418 metri la home page di Brown & Beech non fa menzione, e nemmeno il sito di Yee Associates.

Una breve digressione. A forza di cercare le molliche di pane lasciate da Pollicino Brown, e navigando per mari sconosciuti, ci siamo resi conto che nel mondo non si fanno che grandi opere: ponti, piattaforme galleggianti, oleodotti, dighe, acquedotti, porti, aeroporti, autostrade, e che le mega società di ingegneria che hanno le mani in pasta si occupano, in realtà, anche dei progetti, ma non solo e non in primo luogo. Ciò che conta sono i pesi, le misure, gli importi. Quanto valga un progetto, in termini di qualità dell'architettura, non sembra interessare nessuno. Il vero lavoro delle società d'ingegneria Ë una sorta di balletto di circostanza che si nutre delle opere ma le usa come carta straccia: merce di scambio per produrre altre opere, sempre più grandi, più lunghe, più grosse. Una sorta di delirio fallico di potenza: chi ce l'ha più grosso, chi ce l'ha più lungo, chi piscia più lontano.

Ma torniamo al nostro misterioso dottore.

La questione non è di poco conto.

Se per trovare dati rilevanti sul Doctor Brown e i suoi associati (dati non tutti coincidenti) abbiamo dovuto fare questo viaggio impervio lungo rotte poco chiare, perduti nelle brume aurorali dell'informazione, allora l'evidenza che il nostro progettista sia di chiara fama internazionale è piuttosto opaca. I nomi che scorrono sui grani del rosario delle grandi strutture sono altri e, se è vero che le opere rispecchiano un metodo e uno stile (che è stile di vita, di pensiero), allora un tassello di poca chiarezza e revisionabile credibilità si aggiunge ai già poco limpidi pezzi del puzzle che si sta cercando di comporre tra le rive calabra e sicula. Facciamo un esempio, allora.

Prima di questo viaggio il nome di Gordon Belton non ci diceva nulla e certamente, da adesso in poi, poco ci resterà in memoria di questo signore inglese nato nel 1945 a Nottingham, sposato, padre di due figli maggiorenni, e che si Ë laureato in ingegneria civile a Londra nel 1966. Possiamo aggiungere che ha un'esperienza "trentacinquennale" verificabile (a patto, poi, di non scavare troppo nel torbido), venti anni dei quali spesi negli USA, in Arabia Saudita, Kuwait, Indonesia, eccetera. E' stato, tanto per non sbagliarsi, un consulente della Freeman Fox tra il marzo del 1985 e il gennaio del 1987, per la realizzazione di un viadotto in Kuwait (e qui tralascio i dettagli del contratto); ha quindi lavorato, tra l'altro, a Jakarta nel 1988, a Bangkok nel 1991, a Taiwan nel 1993 e via discorrendo fino ad arrivare in Malesia nel 2002, dove adesso si trova per la realizzazione del Sungai Prai Bridge. Cosa ne possiamo sapere noi di questo tale Belton che, come abbiamo visto, ha frequentato la Freeman Fox proprio durante la realizzazione del Fatih Sultan Mehmet Bridge, o Bosforo II (quello in cui Brown avrebbe avuto il ruolo di progettista e direttore dei lavori), ma da un'altra parte del mondo? Ne sappiamo qualcosa semplicemente perchè il suo cv, o curriculum vitae, sta su internet. Nulla di più.


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Ugo Rosa - Domenico Cogliandro

[06-2003]

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