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Channelbeta - Canale d'Informazione sull'Architettura
Contemporanea |

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La sfida dell'insegnamento in un seminario professionale
risiede nel combinare cultura, economia e politica e nell'analizzare e fare ricerche
sull'impatto che ciò può avere sull'architettura. Fondamentalmente, il punto cruciale
in architettura consiste nella comprensione, nell'apprendimento e nell'interpretazione
di dove noi siamo all'interno del mondo, e di come l'architettura in quanto concetto
può essere complementare rispetto a questa serie di influenze dinamiche. Avendo
avuto la fortuna di essere stata invitata a tenere dei seminari teorici alla scuola
di architettura della University of Pennsylvania e della Columbia University NYC,
ho potuto avere l'opportunità di effettuare delle ricerche su questi argomenti
insieme agli studenti. Heidegger
(in un saggio del 1937 in cui affronta il tema della tecnologia) parla della società
come essa è espressa dall'arte e dalla scienza. Allora, l'arte era l'espressione
spirituale della società, e la scienza era da lui descritta come la "teoria del
reale" … "l'osservazione di 'ciò che funziona' ". La descrizione basilare di architettura
è presente nella combinazione di arte e scienza, qui definite come "l'espressione
spirituale e l'osservazione di ciò che funziona". La
premessa principale di questi Paperless studio, condotti negli ultimi anni, è
l'uso del computer come strumento generativo
e non come strumento di rappresentazione o di disegno tecnico. Nelle recensioni
di architettura, laddove si parla di "strutture dinamiche", c'è una domanda in
particolare che spesso sorge: questo si muove? La questione del movimento è essenzialmente,
un'espressione della forma mentis meccanicistica
tradizionale, ancora molto diffusa, in quanto opposta all'approccio organico
generativo, volto al processo. L'architettura, quale parte integrante di una serie
di sottoinsiemi di sistemi dinamici, può essere vista come un organismo, un insieme
di strati complesso, reattivo e in continuo adattamento. Tali fenomeni di organizzazione
avvengono a tutti i livelli: nella società, nei processi comportamentali e in
natura. Per
sua natura, l'architettura è una professione "lenta". Sono stati soltanto i movimenti
avanguardisti a sfidare, in questo contesto, le abilità artigianali tradizionali,
il sistema proporzionale e l'estetica. Questi movimenti presero forma durante
periodi caratterizzati da incredibili innovazioni tecnologiche che ebbero un enorme
impatto sulla società. L'introduzione dell'automobile all'inizio del 20° secolo,
per esempio, fu di grande fascino per i futuristi (Marinetti). Negli anni
'60, l'introduzione della televisione e la minaccia della bomba atomica hanno
ispirato gruppi come Archigram in Inghilterra e Super Studio in Italia che volevano
ripensare l'architettura come una "città flessibile in movimento". Ora, al termine
del 20° secolo, il computer ha fatto avanzare molto velocemente il consumo di
massa verso la comunicazione elettronica digitale, la quale, con la sua specializzazione
ed individualizzazione, ha frammentato la società di massa in una cultura di nicchia
(per es., gli hacker). Nicchie demassificate, come sostiene Alvin Toffler, requisiscono
lo spazio di Internet. Su una scala più vasta, la crescente globalizzazione
sta trasformando le nostre città in espressioni fisiche delle economie globali,
lasciando al loro interno solo delle tracce delle culture locali. All'interno
di tale rete globale, l'architettura è sfidata, eppure resiste. La
resistenza esercitata dall'architettura nei confronti del "nuovo" è sorprendente,
specialmente se si considera che, nella sua componente geometrica, essa è in stretta
relazione con la matematica. Mentre la geometria studia le proprietà delle forme
e degli spazi, la matematica costituisce il denominatore comune che include la
geometria, l'algebra e l'analisi. C'è un'importantissima differenza fra l'oggetto
e il modello matematico dell'oggetto. In geometria, è possibile calcolare una
certa superficie in valori assoluti, ma in matematica è necessario definire un
limite che a sua volta determina la validità del calcolo effettuato, e pertanto
la definizione dell'oggetto. Improvvisamente, la somma degli angoli di un triangolo,
quando vengono proiettati su una superficie curva, non è più di 180 gradi! I matematici
formuleranno delle ipotesi sul comportamento matematico, che cercheranno poi di
dimostrare. Essi lavorano con i teoremi matematici. Ma tale metodo scientifico
è estraneo agli architetti, che preferiscono pensare in valori assoluti e hanno
la tendenza a pensare in tempi congelati. Scienziati
come Gauss, Möbius, e Riemann
in Germania lavorarono sulle prime superfici topologiche in matematica. Nel 1827
Gauss scrisse il suo trattato sulla geometria delle superfici curve ("Disquisitiones
circa superficies curvas"). Ferdinand Möbius concepì un'idea simile nello stesso
anno; nel suo nastro di Möbius, il movimento di oggetti ipotetici nella quarta
dimensione fa scaturire la quarta dimensione stessa. Riemann scrisse, nel 1854,
"le ipotesi che sottostanno alla geometria" che costituiscono le basi di ciò che
conosciamo come le superfici di Riemann. Quasi due secoli fa questi matematici
guardavano al di là dei valori assoluti, per prendere in considerazione l'idea
di uno spazio-tempo puro, con stile libero. Eppure ci sono architetti che considerano
lo studio di deformazioni topologiche alla stregua del nastro di Möbius e a cui
le superfici di Riemann sembrano "nuove", troppo estreme, troppo di moda. Potrebbe
darsi che l'architettura sia semplicemente troppo lenta? Ci è voluto un secolo
e mezzo agli architetti per riconoscere l'importanza della matematica per la loro
professione. Ora che la matematica stessa è progredita, quand'è che l'architettura
si metterà "alla pari"? Nel nostro seminario raccogliamo questa sfida e tenteremo
di sviluppare un'architettura integrale, che sia sempre "già presente". Winka
Dubbeldam
traduzione
di Michela
Lucchini
LINKS: Gipsy
Trial Residence
Stazione
di Monitoraggio metereologico in Islanda Winka
Dubbledam Archi-Tectonics
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[02-2003] |
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