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Dopo la recente inaugurazione della Biblioteca
Multimediale e della Casa delle Culture, il gruppo Cliobangkok, nell'ambito
della IV Biennale Internazionale delle Arti di Quarrata, presenta Paper fish in
plastic water, installazione/mostra progettata in collaborazione con il gruppo
tailandese Infosign, aperta al pubblico dal 16 al 22 maggio 2002. Quarrata,
in provincia di Pistoia, è una città in corso di trasformazione. In
seguito al concorso internazionale di architettura Europan 3, nel 1996 è stato
dato avvio alla trasformazione urbana dell'area ex-Lenzi. Questa prima parte
dei lavori è solo un frammento di un progetto più ampio destinato a mutare il
volto dell'intera città. Dopo la realizzazione di nuove residenze, servizi
pubblici e del Parco sul Fermulla, Quarrata affronta ora il tema dell'interazione
reciproca tra differenti culture e dell'ospitalità per lo straniero. Paper
fish in plastic water è al tempo stesso una mostra (sia fisica che digitale) che
un prototipo di nuove modalità abitative. La struttura temporanea permetterà al
gruppo tailandese Infosign di allestire una mostra sul tema della loro identità
e di come questa interagisca con le dinamiche del mondo globale. Paper
fish in plastic water è una struttura di ponteggi metallici lunga 30, alta 6 metri,
larga 2 metri, inserita nel centro della città, tra la Civetta (Centro Giovani)
e la Nuova Biblioteca Multimediale (Area ex-Lenzi). L'idea
alla base di questo progetto è legata alla dimostrazione che si può organizzare
un flusso di immigrati nelle nostre città avendo per obiettivo il miglioramento
della qualità della vita e la trasformazione di quello che è spesso percepito
come problema di ordine sociale in risorsa per lo sviluppo. Il
progetto, premiato nella sesta edizione del concorso Europan (novembre 2001),
è stato successivamente affinato e integrato nel corso di un seminario organizzato
presso il Corso di Master in Arte e Design della Rangsit University, che ha avuto
luogo a Bangkok nel mese di gennaio 2002 (vedi articolo su www.architettura.it,
febbraio 2002) da cui ha avuto origine il gruppo Infosign. Un
doppio percorso, digitale e fisico, guiderà i visitatori a sentire, toccare, vedere,
gustare e odorare le realtà lontane del mondo thailandese trasformate in suggestioni
tangibili: il grande fiume, un tempio buddista, le strade del mercato dei fiori,
una foresta di bambù, il mercato all'ingrosso, i quartieri degli affari e
della vita notturna. Il
progetto originario, premiato nella sesta edizione del concorso Europan (novembre
2001), è stato successivamente affinato e integrato durante un seminario organizzato
presso il Corso di Master in Arte e Design della Rangsit University di Bangkok
nel mese di gennaio 2002. Il gruppo tailandese Infosign è stato quindi invitato
a definire il cuore concettuale della IV Biennale Internazionale delle Arti di
Qurrata, ponendo le basi per una interessante collaborazione con gli studenti
della Scuola d'Arte locale. Il
progetto iniziale. "La
Cina è vicina". Progetto di
concorso. Europan6, 2001. Clio-Bangkok
(Rachaporn Choochuey, Stefano Mirti, Luca Poncellini, Suriyadej Tripajayakorn). Questo
progetto rappresenta il punto di partenza da cui l'organizzazione di Paper
fish in plastic water trae origine. Proponeva la costruzione
di una struttura modulare all'interno della quale fosse possibile collocare
un'ampia gamma di attività private e pubbliche, commerciali e residenziali,
destinate a favorire l'insediamento di comunità straniere e l'interazione
con la popolazione locale. Il processo di costruzione sarebbe avvenuto con la
partecipazione diretta dei futuri occupanti dell'edificio. Dalla
relazione di presentazione del progetto: Sulla
base di osservazioni empiriche si può dire che il futuro di Quarrata (dell'Italia,
dell'Europa) si gioca sull'immaginazione. "Ospitare" è la parola
chiave. Per secoli l'Italia è stata terra di emigranti: persone trasferitesi
nei luoghi più lontani, diffondendo la loro cultura, migliorando e arricchendo
i paesi in cui si stabilirono. Ora la sfida è accogliere i flussi di migliaia
di persone che giungono in Italia con la speranza di una vita migliore. Come fare
ad ottenere il meglio, come fare a offrire il meglio? Si tratta di una sfida affascinante:
come integrare la cultura italiana con nuove forme, idee, consuetudini di mondi
lontani e diverse tradizioni artistiche e culturali? Il
progetto finale. Il
progetto definitivo dell'esibizione temporanea da realizzare a Quarrata rappresenta
l'esito di un seminario di progettazione svoltosi nell'ambito del Corso
di Master in Arte e Design della Rangsit
University di Bangkok nel mese di gennaio 2002. Il
progetto consiste in un installazione da realizzare all'interno di un edificio
temporaneo e un sito internet ad esso collegato. L'uno risulta complementare
all'altro: il padiglione è un oggetto emozionale, il website uno strumento
di informazione interattiva in costante aggiornamento.
L'allestimento dell'esibizione
consiste in differenti ambienti contenuti all'interno della struttura dell'edificio: il
tempio; il mercato dei fiori; Patpong (il quartiere degli affari nel centro di
Bangkok); il mercato di Chinatown; le rive del fiume Chao Praya; il ristorante;
il giardino di bamboo. Il visitatore si troverà coinvolto in una successione di
stati emozionale che lo condurranno ad assaporare pure sensazioni. Inoltre, nell'ambito
dell'esposizione, verrà realizzata una abitazione sperimentale, secondo un
progetto vincitore di un concorso internazionale di architettura bandito in Giappone
nel 1999. La
mostra verrà allestita dagli studenti della Rangsit University che hanno aderito
all'iniziativa in Italia sotto la supervisione di Clio-Bangkok
(i progettisti autori de "La Cina e' vicina", premiato in Europan6)
e verrà aperta al pubblico per un periodo di una settimana dal
16 al 22 Maggio 2002. Durante la loro permanenza in Italia,
gli studenti thailandesi avranno modo di entrare in contatto con gli studenti
dell'Istituto d'Arte di
Quarrata, e confrontare le rispettive esperienze in un momento di incontro culturale
e scambio educativo. Le
ragioni del progetto. La
tecnologia è un fattore chiave per migliorare il mondo in cui viviamo e, di conseguenza,
la qualità della nostra vita. Ma ci sono differenti tecnologie e diversi approcci,
molteplici riferimenti possibili. Ogni tecnologia esiste e funziona in uno specifico
contesto culturale: il progresso tecnologico viene guidato dalla cultura che lo
esprime, e allo stesso tempo modifica la cultura stessa. Questo processo, che
continua nel tempo, si manifesta in fasi successive di innovazione e stagnazione.
Gran parte delle tecnologie hanno raggiunto livelli di perfezionamento sempre
più raffinato estendendosi a nuovi contesti oppure a nuove applicazioni commerciali.
Ad esempio, l'industria della seta è nata nelle città dell'antica Cina
ma sostiene il mondo della moda di oggi, la tecnologia della ceramica si è evoluta
dalla produzione di vasi e stoviglie fino alle turbine dell'industria aerospaziale
odierna. Il
punto chiave del processo di evoluzione del genere umano è quello in cui una tecnologia
tipica di un determinato ambito culturale viene incrociata con differenti realtà
e differenti contesti produttivi ed è messa alla prova per verificare la possibilità
di sviluppo di nuovi modelli di progresso tecnologico e culturale. Paper
fish in plastic water è un progetto che si basa sul tema
di ricerca relativo all'utilizzo di tecnologie semplici e di facile applicazione
in differenti contesti. Adotta come metodo operativo il confronto tra differenti
tradizioni artistiche, culturali, produttive e si pone l'obbiettivo di individuare
nuove forme di relazione e fertilizzazione incrociata tra culture lontane. Tecnologie
al servizio dell'arte contemporanea che ospiteranno l'allestimento della mostra
sull'identità tailandese. "Simple
tech" significa scegliere e utilizzare le tecnologie più appropriate per
un determinato contesto culturale e geografico. Significa tentare di guardare
indietro alla storia del progresso umano e tecnologico, e cercare di capire quali
soluzioni e quali modelli potrebbero risultare efficaci nel mondo prossimo futuro,
a scala locale e globale, così in oriente come in occidente. Come
possono essere usate soluzioni "locali" nel mondo "globale"?
In quali condizioni? Quali sono le difficoltà? Che cosa è possibile imparare dall'osservazione
di un contesto "locale" come quello di Bangkok? Che cosa può essere
esportato e utilizzato in altri contesti? E allo stesso tempo, quali sono le tecnologia
"globali" più significative che si possono applicare con successo nella
regione del Sud-Est asiatico? In
che modo è possibile incrociare tecnologia e natura, tecnologia e emozioni, tecnologia
e arte? La
Thailandia sembra essere un caso significativo sul quale indagare tali questioni. Si tratta di una nazione che ha ormai raggiunto un elevato grado di sviluppo tecnologico e produttivo, pur mantenendo ancora vive alcune caratteristiche della cultura tradizionale e alcune forme di espressione artistiche della sensibilità tipica delle società orientali. Questo progetto vuole rappresentare l'apertura di un canale di comunicazione diretta con la realtà di un mondo molto differente dal nostro, ponendo in relazione reciproca il contesto (culturale, educativo, tecnologico, artistico, produttivo) italiano con quello thailandese.
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[05-2002] |
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