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Il concorso presenta un dualismo di fondo. Da una parte l'esigenza di visibilità ed espressività internazionale e dall'altra il rispetto della straordinaria ricchezza locale del sistema Venezia-Lido.

La risposta a questo dualismo è data dall'affermazione convinta che sia uno scandalo distruggere il verde del Lido e pensare di competere a livello architettonico-espressivo con il Casinò e con il Palazzo del Cinema.

Venezia non è una città sottosviluppata.

Non ha bisogno di violenza e prevaricazione formale. Così il tema del realismo magico si afferma come soluzione espressiva dell'esterno, dove la materialità opaca e terrosa della sala si compone con la ricchezza iconica del verde della Piazza del Cinema e del Giardino del Cinema, e dei due edifici del novecento italiano. Dall'altra parte l'interrato, che risolve funzionalmente tutti i requisiti del bando del Palazzo del Cinema, è sensuale, lussuoso nei suoi spazi: utilizza l'immagine dell'ala della libellula, nella vetrata della Grande Sala sul parco, i materiali  e le immagini del mondo del Cinema, oro, velluto, pelle, nel Foyer, nella Passerella, nel Mercato del Cinema, nel Bar.

Questa risposta alla dualità del concorso, rappresenta un unicum compositivo e percettivo, che unisce rispetto e forza espressiva, realismo metafisico e sensualità.

Il  progetto della sala da 2400 posti, non è un'architettura simbolica ed espressiva, ma la risposta precisa alle richieste funzionali del bando di concorso. Negando l'edificio-oggetto si rigenera la condizione primitiva del rapporto tra luogo e mare, mediato dalla linea dell'orizzonte. Scala, materiali e dettagli prevalgono sul linguaggio.

La sala è il perno di una composizione urbana che integra piazza e mare, giardino e natura, Casinò e nuovo Palazzo del Cinema. Affossata nel terreno così da non entrare in conflitto con la scala del minuto tessuto urbano del Lido, la grande sala è vetrata sul lato del giardino. La struttura longitudinale è lunga circa novanta metri, ben visibile, rivestita di un sistema composito di resina e materiali naturali color terra, e rende l'architettura metafisica, senza scala ed enigmatica, come il luogo preciso in cui si trova.

E' la vetrata della grande sala a rappresentarne la transizione con il mondo esterno e con il giardino in particolare. La vetrata è anche momento di riflessione sul tema del vetro: tema di sintesi tra Venezia, l'architettura moderna e la pellicola cinematografica.

Il mercato del cinema, le sale piccole e le altre funzioni ricettive e distributive si compattano a comporre un solo sistema architettonico ipogeo, ottimale dal punto di vista del risparmio di territorio urbano e del funzionamento delle attività attraverso l'orizzontalità, che appartiene sia all'esterno del luoghi che all'interno degli spazi. Nell'insieme questo spazio è un articolato teatro-sequenza di luoghi ipogei di grande suggestione spaziale. Sono contenute le idee di cinema, di festa, di sensualità, di percorso, di scoperta, di avvenimento urbano.

Il tutto avviene con semplicità e flessibilità, capaci insieme di produrre quella complessità che, come spiegò Federico Fellini, con poco rende stupefacenti sia il cinema che la città.

Il "realismo magico" appunto.

Alla fine, come il mare, lo spettacolo si ripeterà, ogni anno uguale ma differente.


Progetto vincitore:

5+1 & Rudy Ricciotti

genova (ita) - bandol (fra)



5+1  architetti associati, Genova

(Alfonso Femìa | capogruppo mandatario, Paola Arboco', Pierluigi Feltri, Gianluca Peluffo, Maurizio Vallino)

Rudy Ricciotti architecte, Bandol


con/with

Sebastiano Brandolini, Milano

Simonetta Cenci, Genova

Ori & Airenti (Maurizio Ori, Paola Arienti), Cremona

A+C (Alberto Ferré,  Carolina Francesca Rozzoni), Milano

Emilio  Caravatti, Monza

F+G (Piero Faraguna, Marco Girotto), Venezia


strutture/structural engineering

MS ingegneria (Stefano Migliaro, Luca Romano), genova


impianti/services engineering

Swiss Engineering  Consulting s.r.l., milano

MT ingegneria (Marco Taccini), genova


sicurezza/security systems

Studio Russo (Giovanni e Giuseppe Russo), Torino


prevenzione incendi/fire prevention

S.T.Z. sr.l., Milano


consulenti/consultants

Benjamin Feldtkeller, Milano
J&A consultants, Milano


collaboratori/design team

Roman Boucheur, Sara Gottardo, Enrico Martino, Gabriele Filippi, Sara Traverso, Alessandra Quarello, Ilaria Sisto, Luca Bonsignorio, Domenico Conaci, Stefania Bracco, Francesca Ameglio, Lorenza Barabino, Anna Patti , Carola Picasso, Luigi Consigliere, Andrea Michelini, Marco Bugolotti, Francesca Calcagno


modello/model

Laboratorio Modelli Miola, Genova


superficie/area

18.500 mq


volume totale/total volume

184.000 mc


volume fuori terra/out of ground volume

53.000 mc


Lunghezza volume fuori terra/out of ground volume lenght

90 mt


altezza fuori terra/out of ground height

16 mt


piano interrato/underground level

quota -10 mt


totale posti a sedere/total seats

1 sala da 2400 posti

1 sala da 320 posti

2 sale da 120 posti

6 sale da 50 posti

(totale 3310 posti)


Mercato del Cinema/Cinema Market

2000 mq (area espositiva 1500 mq)


costi presunti/estimated costs

73.300.00,00 euro


calendario/chronology

progetto/architectutral design

marzo 2005



LINKS:


Tempo, Spazio percezioni Wilervetta

5+1 Architetti Associati



[1-2006]

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immagini fornite dall'autore

5+1 è stato fondato nel 1995. Sono stati invitati ad esporre il loro lavoro a Parigi (IIC_1998), Zurigo (ETH_2001), e Firenze (SESV_2001), partecipando inoltre alla VIII (2002) e IX (2004) Biennale di Architettura di Venezia. Segnalati al Premio Borromini (2001), al Mies van der Rohe (2002) e alla Medaglia d'Oro della Triennale (2003), sono vincitori con il Campus di Savona, il Museo Archeologico di Aquileia e la Caserma di Finanza di Albenga di premi all'opera. Nel 2002 ricevono la menzione speciale per l'Hoesch Design Award. Sono invitati, inoltre, a partecipare a mostre sull'architettura italiana a Graz, Istanbul, Kobe, Kyoto, New York, e nelle principali città italiane.

Nel 2003 per l'attività di ricerca 5+1 è stato insignita del Titolo di Benemerito della Scuola della Cultura e dell'Arte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Pubblicati nelle principali riviste d'architettura, nel 2001 Skira una monografia: "5+1. L'ombra delle idee". Stanno sviluppando progetti a Torino, Milano, Roma, Venezia e Savona. Nel 2005 vincono con Ricciotti il concorso internazionale per il Nuovo Palazzo del Cinema di Venezia e sono finalisti (in corso) per il parco urbano di Bagnoli.

Attualmente lo studio è impegnato nello sviluppo di importanti aree strategiche in Italia e di progetti residenziali in Liguria, a Milano e in Spagna, nella realizzazione dell'area dei Frigoriferi Milanesi, del centro urbano di San Giuliano di Puglia, nel recupero della ex-Caserma Ferdinando Savoia a Roma, dell'ex Caserma Bligny a Savona, di Villa Sottanis e dell'ex-Omni a Casarza Ligure, nella ultimazione del Leisure Centre a Moncalieri e nella progettazione della Nuova Agenzia Spaziale Italiana e dell'ampliamento dello IULM a Milano.


Alfonso Femìa è collaboratore alla didattica di progettazione architettonica presso la Facoltà di Architettura di Genova e Professor alla KSU di Firenze. Gianluca Peluffo è Ricercatore presso la Facoltà di Architettura di Genova. Insieme dal 2003 sono docenti al Masp di Lucca.