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Allestimento generale per Beyond media/oltre i media 03

"INTIMACY" 7. festival internazionale di architettura in video




Il festival


Il festival si configura ogni anno come un forum interdisciplinare capace di offrire codici interpretativi nuovi per comprendere i mutamenti legati allo sviluppo dei new media, in atto sia nella società attuale che nel mondo della progettazione e dell'architettura. La settima edizione, curata, come consueto, da Marco Brizzi e organizzata da iMage, è stata arricchita e completata da 3 mostre: ABOUT CITIES,  a cura di Elisabetta Strano, ha indagato gli attuali strumenti usati dai comuni italiani per comunicare ai cittadini le trasformazioni urbane. SPOT ON SCHOOLS, a cura di Paola Giaconia, ha esposto la ricerca sperimentale di 19 tra le principali scuole che hanno esplorato l'influenza dei nuovi media sulla didattica e sulla progettazione. In DEEP INSIDE, 51 studi di architettura hanno realizzato per l'occasione altrettante istallazioni e ambienti interattivi.

Durante i primi 4 giorni, dedicati al congresso internazionale e alle proiezioni degli 86 video selezionati, si sono alternati 12 talk show. Brevi incontri, densi di ospiti di spicco del panorama nazionale e  internazionale hanno approfondito in modo sintetico e puntuale, in ambiti tematici diversi i possibili scenari futuri, esplorando i molteplici spazi, ruoli, negazioni e condizionamenti del tema INTIMACY.


Festival Beyond media/oltre i media 03 "INTIMACY"


Università degli Studi di Firenze
Facoltà di Architettura
Dipartimento di Tecnologie dell'Architettura e Design "Pierluigi Spadolini"
in collaborazione con:
Comune di Firenze

Stazione Leopolda
ARCH'IT

curatore
Marco Brizzi
organizzazione
iMage





Il progetto di allestimento


"Quali sono gli ambiti spaziali del privato, della protezione, dell'intimità oggi?" l'idea di allestimento risponde alla domanda con una riflessione sull'ambiguità dello spazio privato.

Per configurare il sistema espositivo partiamo dal presupposto che il grado di intimità dello spazio non è dato tanto da i suoi codici linguistici o figurativi, quanto dalla sua capacità di produrre una serie di effetti, situazioni e trasformazioni.

Per gli architetti invitati prefiguriamo un sistema aperto, spostando l'attenzione dalla forma dell'allestimento alla sua capacità performativa, dal formale all'informazionale: una serie di contenitori espositivi leggeri, flessibili ed economici, che possano essere manipolati, interpretati, utilizzati come veri e propri spazi dell'intimità o come spazi per la creazione di atmosfere, environments, installazioni interattive o ancora come "skin" o superfici informazionali.   Le sedi espositive della Stazione Leopolda (Spazio Alcatraz) e del brunellechiano Ospedale degli innocenti sono state temporaneamente occupate da involucri leggeri e misteriosi come apparizioni: morbidi gonfiabili (sviluppati con l' Interaction Design Institute Ivrea) si conformano per diventare ora l'accogliente palco-schermo dei talk-show, ora si dislocano per ospitare le installazioni degli architetti in mostra.

Il sistema espositivo vive della propria fugacità e inconsistenza materiale ed esprime uno stato di incertezza, di equilibrio instabile tra i concetti di protezione e precarietà, di permanente e reversibile.

Rinunciamo a modificare totalmente lo spazio fortemente connotato della Stazione Leopolda, l'allestimento si manifesta come un accadimento che allude a pratiche di permanente mobilità.

I gonfiabili mostrano ma nello stesso tempo nascondono alla vista il contenuto, denunciando l'ambiguità tra contenuto e contenitore, interno ed esterno, tra dimensione pubblica e intima.


Nicola Santini -- Pier Paolo Taddei


CREDITS


Avatar Architettura

Nicola Santini, Pierpaolo Taddei

Collaboratori:

Daniela Urro, Eva Ratti


con CICCIO Group

(Curiously Inflated Computer

Controlled Interactive Object)





Installazione "Be my avatar"


Un gonfiabile installato per una settimana nel nostro studio cattura un frammento di intimità. Una videocamera fissa spia e registra una giornata tipo di lavoro dentro al gonfiabile. Due proiettori restituiscono le immagini catturate nell'intimità dello studio. Il gonfiabile mostra lo spazio del quotidiano di Avatar, con cui si può interagire. Si indossa una tuta bianca e si entra due alla volta: ognuno diventa schermo per l'altro. Chi entra, può intercettare i nostri lavori col proprio corpo e assumere le nostre sembianze, diventando un nostro avatar.


CREDITS


Progetto installazione:

Avatar Architettura

[Nicola Santini, Pier Paolo Taddei]

coll:  Eva Ratti, Daniela Urro.



Contenuto proiezioni installazione:


Editing: Luciano Letteriello


Avatar Housing

Progetto: Avatar Architettura

coll. Luz martin

Studio Francesco Procopio

Impresa: Gal. Tes. S.r.l. Lino Gala

Anno.2002

Sito: Foligno (Pg) Italia

In costruzione


Guest Structure_02

Video: Michele Salvi

Progetto: Avatar Architettura

con Marco Barone, Antonio Godoli

Coll. Luz Martin

 

Speciale Intimacy:


Intimacy, la fiera dei piccoli architetti

La stanza del VERO Verde- Base_1


Moltisolitudine--Dap Studio+A.Polis


Visita a Domicilio--Gruppo Ghigos

 

[11-2003]

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