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Breve storia di una installazione per
la Biennale.
L'invito
e' di quelli belli: volete fare un'installazione per l'Asac (ovvero l'Archivio
della Biennale) che sia pronto per l'inaugurazione della Biennale?
Uno spazio che sia allo stesso tempo:
-
Un auditorium temporaneo (una conferenza al giorno dal
primo all'ultimo giorno della manifestazione, palcoscenico + spazio a sedere per
cento persone. -
Uno spazio che rappresenti il pensiero di Giuliano da
Empoli (direttore dell'archivio) in merito all'overdose di informazione alla quale
siamo quotidianamente sottoposti. -
Uno spazio dove possano essere esposti n reperti dell'archivio
stesso.
Le
condizioni sono semplici: 50.000 euro di budget, gloria & fama per tutti quelli
che ci lavorano, parcella… …parcella? Ma di fronte a gloria & fama come puo'
uno pensare di essere pagato? Del resto, gli artisti mica vengono pagati.
Abbiamo
questo sospetto che gli artisti non vengono pagati perche le loro spese vengono
coperte dai galleristi. Essendo noi architetti e non artisti non abbiamo ovviamente
alcun gallerista (non avendo noi alcuna opera d'arte il cui valore aumenterà grazie
al passaggio in Biennale). Comunque sia, accecati dalla gloria & fama imperitura
reputiamo saggio non impuntarci e non metterci a fare le bizze.
Quindi, si tratta di lavorare aggratis.
Per un lavoro che non e' esattamente uno scherzo.
Ma voi non eravate quelli che se gli
viene proposto un lavoro da fare gratis lo rifiutate? Dove
e' andato a finire l'insegnamento di Bruno Munari (cari ragazzi, ricordatevi sempre
che se non vi pagano vuole dire che non apprezzano il vostro lavoro e dunque rifiutate
subito sennò non andrete mai da nessuna parte)?
Beh, si. In effetti abbiamo giurato
di non fare mai più un lavoro che non sia pagato. A meno che non ci venga chiesto
da Madre Teresa di Calcutta. Anzi,
anche se ce lo chiede Madre Teresa ce lo facciamo pagare tutto anticipato
Ok.
Quando noi progettiamo utilizziamo alcuni principi che sono inderogabili. Farsi
pagare e' uno di essi. Poi, abbiamo
anche un altro punto fermo nel nostro relazionarci al mondo. Che a volte deroghiamo
ai nostri principi. Le promesse si fanno per rimangiarsele. Speriamo
che sia l'ultima volta (sapendo benissimo che non e' vero). Ciò
detto, ringraziamo molto Francesco Bonami e Giuliano da Empoli per l'invito.
Il
fatto che non siamo pagati non dipende direttamente da loro. Dipende da circostanze
esterne (come molte altre volte del resto). Normalmente
lavorare non pagati si configura come truffa. In questo caso, non e' una truffa
perchè le circostanze ambientali forniscono numerose attenuanti. Alla fine siamo
soddisfatti. Date le circostanze, ognuna delle persone coinvolte ha cercato di
lavorare al meglio. Le circostanze non erano perfette, da cui una serie di passaggi
sono (a volte) difficile da capire. Se non ci si sforza di capire, non si va da
nessuna parte. Bonami, ha cercato
di definire la situazione migliore possibile? Si. E
Giuliano da Empoli? Pure. Entrambi
hanno speso grande energia per la riuscita di questo progetto. Da cui, non si
puo' che ringraziarli.
Comunque
sia, essendo che il lavoro non e' uno scherzo, partiamo lanciati sul progetto.
Abbiamo le piante dello spazio all'Arsenale, andiamo a vedere lo spazio che e'
bellissimo, coinvolgiamo altri ignari amici, trascinando anche loro nel tunnel
(per la cronaca si tratta di Eyal Fried, Marguerite Kahrl, Daniele Mancini).
Il
gruppo si divide. Uno legge qualsiasi cosa questo Giuliano da Empoli abbia scritto
in vita sua (nonostante sia un direttore molto giovane, e' uno di quelli che scrive Un'altra
tiene i rapporti con Bonami, c'e' poi il gruppo che lavora sui fornitori (non
e' che si riesce a trovare qualche sponsor in maniera tale da migliorare le condizioni
del budget?), quelli che fanno i modelli, ecc.ecc.
Dopo qualche mese siamo pronti. Marguerite ha fatto dei modellini bellissimi. Cioe', quelli che a noi sembrano dei
modellini bellissimi sono in verita' una nuova serie di suoi lavori artistici
(Marguerite nella vita fa l'artista). Sembra
un dettaglio, ma questo lieve fraintendimento (ma era un modello o un'opera d'arte)
causerà una serie di problemucci di vario tipo quando arriverà poi il momento
dei credits sul catalogo (perché poi alla fine, i veri problemi sono sempre questi).
Presentiamo
la proposta. Migliaia di strisce
trasparenti, stampate, appese al soffitto, una nuvola di informazioni dove uno
deve camminarci dentro. Bellissimo, ma che non riesci a capire nulla (all'incirca,
il da Empoli pensiero dovrebbe essere rispettato).
Poi, al centro, un cilindro di vuoto.
Che contiene una pedana di legno. Sulla pedana, due o tre libri, con indicato
che pagina leggere. Qualche foto, scelta con cura all'interno delle tonnellate
di robe presenti nell'archivio. A
noi il tutto sembra bello. L'idea piace. Soddisfazione
generale.
Mancano
100.000 euro. Non preoccupiamoci troppo. Di sicuro saltano fuori (anche se non
e' cosi' chiaro da dove).
Il
gruppo che lavora sui materiali inizia a battere a tappeto contattando qualsiasi
produttore di robe trasparenti che possano essere stampate. Insomma,
si e' in quella fase in cui fare l'architetto e fare Wanna Marchi non e' così
differente.
Intanto
i giorni all'inaugurazione diventano sempre di meno. Noi
si continua a cercare. L'Asac pure (loro sono più bravi e trovano il supporto
della Sony per tutte le apparecchiature tecnologico). Poi,
un giorno, riceviamo una telefonata. Si
erano dimenticati di un artista importantissimo. Che
pensavano di mettere nella stanza 20 x 20 sino a quel momento destinata alla nostra
installazione. Essendo che l'artista di primaria importanza è più importante di
noi e dell'Archivio messi assieme ci dobbiamo spostare.
In uno spazio completamente diverso,
che e' peraltro il teatro più brutto mai visto in tremila anni di civiltà occidentale. Non battiamo ciglio. Deglutiamo. Sorridiamo.
Andiamo a vedere lo spazio nuovo
(oramai mancano pochi giorni all'apertura). Dal vivo e' ancora piu' brutto. In
una notte rifacciamo tutto il progetto. Il mattino successivo si chiamano i fornitori
per verificare i costi. Tenendo
conto che abbiamo circa due ore per finire tutto, facciamo in modo di stare nei
50.000 euro originari.
Nel
pomeriggio si parte per Venezia per incontrare l'allestitore. Il
mattino successivo arrivano le prime lastre di cristallo infrangibile. Il
progetto viene aggiustato e rifinito in cantiere. Contributo
sostanziale, essenziale e senza il quale nulla sarebbe finito in tempo e' quello
dato da Lia, Diletta e Marylene. Gentilissime, efficienti, lavorano per l'Asac,
si fanno carico di una quantità di robe noiose in scala industriale. E'
una condizione non bellissima. I tempi sono così stretti che se si fa un errore
non c'e' alcuna possibilità di correggerlo. Buona
la prima. Si procede così per quasi
una settimana.
Alle
tre della notte precedente tutto e' finito. Possiamo
concederci una passeggiata, a vedere cosa stanno facendo gli altri mille artisti. Questo e' il momento più bello, la notte
prima dell'inaugurazione. Quando
tutti lavorano freneticamente, tensione che si taglia col coltello, dove non distingui
l'artista dall'operaio, l'assistente dal muratore. Bello.
L'energia e' allo stato puro, la notte sta per finire.
Al mattino, funziona. A noi piace, all'Asac
pure. Le persone che passano di
lì sono incuriosite e si aggirano guardando il pavimento di cristallo, camminando
contente sugli oggetti esposti. Giuliano
da Empoli e' contento, Bonami e' preso da altri mille problemi. Alla
fine, tutti sono soddisfatti, faticoso ma bello.
Da qui a poche ore ci sarà la prima
conferenza. Il lavoro non e' più nostro, ma delle persone che mano a mano lo utilizzeranno
in queste settimane e mesi.
http://www.labiennale.org/it/asac/99incontri/settembre/
Il
14 ottobre, toccherà a noi, presentazione di chi siamo, cosa facciamo, perché
lo facciamo. Se passate di lì, venite a trovarci.
(Stefano Mirti, Cliostraat)
Lo spazio temporaneo Asac e' un progetto
di Cliostraat (Cristina Casula, Alessandra Esposito, Stefano Mirti, Matteo Pastore,
Alessandra Raso, Matteo Raso, Francesca Sassaroli, Stefano Testa) con Eyal Fried,
Marguerite Kahrl, Daniele Mancini,
ancora
sui Cliostraat su Channelbeta: |

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[09-2003] |
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