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ETH World è un sistema complesso il cui scopo è
dare avvio alla dissipazione del caos. Dovrà esprimere necessità e cercare di
trovare soluzioni ai problemi. Il sistema vuole definire i luoghi dove è possibile
condividere attività e trovare in tal modo posti in cui vivere insieme. Questo
sistema necessita della definizione di un codice sensoriale virtuale in grado
di semplificare il trasferimento dei dati. Dovrà occuparsi di complessità, in
quanto è inevitabile far fronte al gran numero di utenti e di attività connessi
senza una chiara organizzazione spaziale che espanda i confini della navigazione.
Avrà bisogno di un piano generale strategico, progettato come cornice, in grado
di organizzare i sentieri della personalizzazione (possiamo soltanto suggerire
una delle possibili modalità di organizzazione delle attività virtuali, ma dobbiamo
lasciare sufficiente libertà di espressione delle identità, sia negli spazi privati
sia in quelli semi-pubblici). Dovrà utilizzare lo spazio virtuale come strumento
critico: percepire e misurare le attività intellettuali significa determinare
il valore dell'università. In tal senso, ETH World incarna le responsabilità comunicative
della comunità scientifica verso la società locale e globale. Dovrà essere supportato
da grafici e diagrammi; le notizie on-line provenienti da Internet interagiranno
e influenzeranno i processi decisionali delle istituzioni virtuali. Sarà necessario
collegare il campus virtuale alla città reale, in modo da instaurare ed estendere
un dialogo con tutte quelle persone che, normalmente, non sono collegate all'università,
e da rafforzare i legami con la società. Il mondo virtuale, così come l'interfaccia
virtuale-reale, dovranno divenire uno spazio collettivo e un punto di incontro.
L'atrio di ETH World interagisce con tutti gli atri dei diversi edifici esistenti.
Dovrà avere spazi virtuali periferici e aperti per poter corrispondere agli spazi
fisici aperti, spazi virtuali che saranno situati in punti strategici nell'ambito
di ETH. Percepire ETH World significa permettere l'accessibilità a quel codice
di comunicazione specificamente virtuale che è insolitamente chiuso (mediante
interfacce sensoriali per la vista, l'udito, il tatto e l'olfatto). Perché spazio?
Mettere in relazione lo spazio come interfaccia con i "sotto-spazi" da un lato,
e con le pagine Web dall'altro, significa dare collocazione a precise porzioni
di spazio (coordinate x, y, z). Dovrà correlare un insieme principale di utenti
a luoghi specifici (ambiente), non per combinarli, ma per definirne le caratteristiche.
Dovrà limitare gli spazi principali a cinque configurazioni geometriche e metaforiche
(particelle/nuvole, diagrammi/stanze, mappa/città, paraboloide/montagna, superficie
elastica/conchiglia). I "sotto-spazi" ruoteranno introno ad aree gravitazionali
correlate agli utenti e alle attività. Le entità comunicative come le chat,
se non in grado di produrre caratteristiche su scala collettiva, saranno dislocate
ovunque, in collegamento agli argomenti di discussione. Sarà un paradigma di simultaneità
a strutturare la navigazione (noi ci muoviamo verso gli spazi e gli spazi si muovono
verso di noi), e ciascun utente personalizzerà la sua traiettoria principale attraverso
i collegamenti spaziali alla fonte di informazioni. La definizione dell'orientamento
e dei portali di interfaccia (ingressi ai cinque gruppi divisionali) sarà a cura
di poli spaziali stabiliti. La tecnica multi-strato di forze di ritorno e la sovrapposizione
di mezzi di comunicazione audiovisivi saranno di supporto all'interfaccia uomo-macchina
negli spazi fisici come in quelli virtuali. I portali di accesso saranno dislocati
in sequenza. Spazi vivaci e spazi tranquilli saranno estesi o contratti lungo
i cinque sentieri geometrici e flessibili prestabiliti. Attività asincrone di
ricerca, formazione e organizzazione controlleranno, daranno forma e modificheranno
di continuo la conformazione spaziale. Erick van Egeraat
traduzione
di Michela Lucchini ETH
World Virtual campus and physical
interface for the ETH campus on Internet and in the city of Zürich; interactive
pavilions, floors and ceilings in relation to the existing main building Client
: ETH Zürich , Eidgenössische Technische Hochschule/ Swiss Federal
Institute of Technology Gross
floor area : ca. 200 m2 Design
: 2000 Remarks
: open competition in 2 phases; 4th prize; selected for further co-development Projectteam
: Erick
van Egeraat, Massimo Bertolano, Florent Rougemont, Peter Heavens, Steven Simons,
Ronald Ubels, Remco Boorsma Used
software :
Autocad 14, 3D Studio MAX, Adobe Premiere, After effects,
Photoshop |



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[12-2002] |
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