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[06-2002] |
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concorso per la progettazione del
centro di documentazione dell'ex-campo
di concentramento di Mittelbau-Dora--dicembre
2000 L'ex-campo
di concentramento Mittelbau-Dora occupa un posto particolare nella storia del
nazionalsocialismo; caratteristica
è l'invisibilità della sua struttura, ieri come oggi, poiché la produzione
di armi fu realizzata in un sistema di
tunnel sotterranei. L'area fu poi abbandonata alla natura, che ne ha preservato
i resti nascondendoli al tempo stesso. Il
nuovo intervento si pone come un punto arbitrario nel corso della storia. La situazione
presente disegna lo sviluppo storico
e biologico degli ultimi cinquant'anni, le cui tracce sul suolo hanno scritto
un testo della memoria. Le informazioni
a disposizione devono ora anch'esse sovrapporsi e incidersi nel suolo come
un ulteriore strato. Il visitatore
diventa parte attiva dello sviluppo, il suo percorso inizia in un'area in
cui esposizione ed informazione sono diventate
un tutt'uno; fanno da guida due pannelli di rete metallica alti otto metri
contenenti i diversi corpi costruiti. La
sequenza di spazi aperti, chiusi o semichiusi e la trasparenza differenziata delle
pareti producono un'area fatta da più
strati, dove esterno ed interno si confondono. La superficie tra i due pannelli
presenta una pavimentazione in gesso. Il
visitatore influenza la superficie che calpesta, uscendo all'aperto porta
parte della polvere di gesso con sé e lascia tracce
del suo percorso. Il visitatore è sospeso tra ricordo e dimenticanza, diviene
la penna della storia. All'esterno, frammenti
di percorsi presentano una pavimentazione in gesso cristallizzato, i granelli
vengono calpestati e portati via, i
sentieri si allungano creando nel tempo una rete che collega i resti presenti
sull'area con i punti informativi del campo. architettura
del paesaggio Helene Hoelzl consulente Noe
Tessmann, storico Offener
internationaler Ideen- und Realisierungswettbewerb für das Lern- und Dokumentationszentrum
des ehem. Konzentrationslagers Mittelbau-Dora--Dezember
2000 Die
neue Intervention versteht sich als ein arbiträrer Schnittpunkt auf der Zeitachse
der Geschichte. Die vorgefundene Situation zeigt eine kulturelle, biologische,
baugeschichtliche Entwicklung der vergangenen 50 Jahre. Auf dem Untergrund haben
der Verfall und Veränderungen wie Schriftzeichen auf einer Tafel einen Text der
Erinnerungen geschrieben. Wir stoßen auf die Spuren des Vergessens, des Geheimnisses,
der Technik und des Verbrechens, denen allen eine angestrebte Spurlosigkeit gemeinsam
ist. Die in diesem Wettbewerb geforderte Versammlung und Bekanntmachung der verfügbaren
Information soll wie eine zusätzliche Schicht den Bestand überlagern, bzw. sich
einschneiden in den Untergrund. So wie das Aufdecken des Vergessens zu der schmerzlichen
Erinnerung führt, die in all Ihren Einzelheiten unerträglich erscheint, soll die
Bewußtwerdung Reibung und Kratzer an der Oberfläche hinterlassen. Der Besucher
der Gedenkstätte aktiver Teil der weiteren Entwicklung werden. Auf seinem Weg
durch die verschiedenen Bereiche erfährt er einen Erinnerungs- und Bewußtwerdensprozess,
während er durch sein Gehen Spuren hinterläßt, die eine weitere Lage auf den Untergrund
schreiben. So wie die Erinnerung den Vergessen-Prozeß zumindest für einen Moment
erstarren läßt, kann eine neue Spur oder eine Information sich z.T. in den Untergrund
einkerben und an der Oberfläche einen Sprung in die Vergangenheit, eine Inversion
der Erinnerungsschichten erzeugen Dokumentation
Heftlingslager Dokumentation SS-Siedlung Zeitschiene studio.eu Landschaftsarchitektin Helene
Hoelzl Historiker Noe
Tessmann |




