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L'area si presenta come un sito complesso
in cui si intrecciano i segni della cittā - o meglio delle due cittā di Jesolo
Lido e la parte "storica" - a quelli della partizione agricola e di
bonifica ed a cui, inoltre, si sovrappongono i nuovi tracciati infrastrutturali
(sp. 42, sp-43, rotonda Picchi - nuovo progetto di metropolitana). Tutta
la cittā di Jesolo, cosė come la maggior parte delle cittā costiere Adriatiche,
si organizza per fasce,
il cui disegno e geometria č generato dalla reiterazione del disegno della linea
di costa e la cui densitā edilizia č in funzione delle dinamiche socio-economiche
di gerarchizzazione del territorio. L'area studio rappresenta in tal verso,
uno spaccato significativo di queste dinamiche insediative in cui interi brani
di cittā si sono sviluppati per accostamento di fasce successive parallele alla
costa con una densitā crescente nei punti notevoli (attacco al mare, Via Bafile).
Con ogni probabilitā la crescita del tessuto urbano nell'area studioavrebbe
seguito queste linee di crescita per fasce se queste non fossero inevitabilmente
de-formate ed in-formate ad altre geometrie e giaciture che come in una funicolare
delle forze, generano risultanti che corrono secondo nuove geometrie. L'idea
di progetto tenta di gestire questa ipotesi "genetica" di sviluppo urbano
per fasce, le quali si deformano, si piegano, come a sentire e registrare le nuove
geometrie presenti nell'area ed indotte dalle nuove infrastrutture viarie.
Un "tessuto nuovo" composto dal sovrapporsi delle volumetrie residenziali
che si riallacciano e continuano il tessuto urbano esistente ad un nuovo suolo
che si piega ed innalza disegnando una nuova orografia
nel paesaggio orizzontale della laguna ed una nuova topografia
che connota decisamente il paesaggio identificandolo come la "collina
di Jesolo". La costruzione di questo nuovo tessuto
- parco/urbano - definisce tutti gli spazi di relazione pubblici e privati configurandosi
come una infrastruttura verde
che borda le parti residenziali e che nell'innalzarsi diventa il tetto verde
del "parco commerciale",
tetto che termina (esattamente come in una collina tagliata da una infrastruttura
viaria) con un belvedere sulla
Rotonda Picchi, nuova piazza della
cittā di Jesolo e del suo territorio. L'idea
progetto e l'idea immagine
sono legate all'idea che l'intero lotto, aree aperte e parti volumetrizzate,
realizzano un continuum progettuale tra pieno e vuoto, superficie coperta ed aree
scoperte; un continuum in cui il disegno del suolo,
del verde, i movimenti di terra
costituiscono una sorta di nuovo tessuto connettivo. Il
parco commerciale é oltre che un sistema ambientale ed
ecologico singolare anche un'immagine estremamente
efficace e dirompente tale da porsi come un vero e proprio parco a scala territoriale,
luogo di incontro e di leisure oltre che come area commerciale. Il
sistema delle risorse ambientali č sempre presente in
tutte le fasi di ideazione, costruzione e gestione dell'intero complesso.
La terra l' impianto del cantiere
con tutte le opere di scavo č studiato come un sistema a pareggio del bilancio.
Esattamente come per una progettazione stradale si tende ad una eguaglianza tra
scavi e riporti; la terra di scavo viene utilizzata per modellare l'intero suolo
del lotto, in modo da avere una sorta di superficie naturale, artificiale segnato
da piccoli dislivelli e pendenze che ne individuano le parti funzionali. Il
tetto verde č l'elemento comunicativo ai diversi livelli
di fruizione, all' utente delle arterie di comunicazione il tetto si presenta
come una grossa collina verde distintiva di un nuovo modo di insediare il territorio
in cui naturale ed artificiale
si combinano e . L'arrivo sulla
rotonda Picchi č uno dei punti cruciali di tutto l'intervento, il sistema
commerciale che in gran parte si auto rappresenta come una grossa collina verde,
nell'affacciarsi sulla rotonda si innalza disegnando un ampio spazio esterno
coperto, sormontato da un belvedere traslucido in cui i vari livelli dell'intervento
si mettono in scena insieme al sistema della mobilitā veicolare della rotonda.
L'intero della rotonda č riconpresa
all'interno del progetto come il collettore,
che smista il flusso pedonale proveniente dalla cittā; flusso dapprima drenato
direttamente dalla Via Bafile e le sue parallele, successivamente convogliato
nella galleria del parco commerciale da cui attraverso uno scavo sottopassa la
rotonda e raggiunge uno spazio ipogeo,
una piazza in trincea in cui confluiscono i collegamenti per la cittā della
musica, il Luna Park, la cittā dello sport e l'attuale stadio Picchi.
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[04-2002] |