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Boulevard tra la Piramide e il Circo Massimo Concorso
di progettazione, Roma 2001 Nella
primavera del 2001 il Comune di Roma decide di affidare ad un concorso di progettazione
la risistemazione di Viale Aventino, una grande strada a tripla carreggiata -2
veicolari ed una per il tram- che proseguendo l'asse monumentale di via di S.
Gregorio porta dal circo Massimo fino alla Piramide Cestia. Si
tratta dunque di una occasione non solo per ripensare un luogo centrale della
Roma a metà tra antichità e contemporaneità, di intensa frequentazione e
fino ad oggi abbandonata a se stessa, ma anche di riflettere sul rapporto tra
spazio pedonale e carrabile, tra luoghi dell'incontro e dell'attraversamento,
tra spazio della rappresentazione e quello della vita. Il
viale si trasforma nell'ultimo decennio con la progressiva terziarizzazione del
quartiere, da cui conseguono un sempre più intensivo uso dei marciapiedi da parte
di bar e ristoranti e dei loro utenti, e ovviamente un'accentuazione del suo carattere
commerciale; allo stesso tempo l'intensificarsi del flusso veicolare contribuisce
alla frammentazione dello spazio urbano in cui il viale si inserisce. I
presupposti del progetto sono quelli di accedere ad una
diversa integrazione tra gli elementi del viale, sostenendo quindi un
nuovo modello di uso della strada
basato fondamentalmente sul rovesciamento di ruolo tra
le zone carrabili e le aree pedonali. La
divisione funzionale tra carreggiata, marciapiedi e passaggi pedonali viene reinterpretata
a partire dalla creazione di un piano pedonale continuo
all'interno del quale sono "scavate" le percorrenze viarie e dove è appoggiata
la linea tranviaria. Alla continuità
del livello pedonale corrisponde in negativo il livello del flusso veicolare,
affermando in questo modo il principio per il quale è la macchina ad attraversare
le aree pedonali e non il pedone ad attraversare la strada e il traffico veicolare
viene definito da zone a velocità controllata (isole carrabili). Cambia
la percezione della strada in funzione delle diverse velocità progettate,
Il flusso veicolare è rallentato in prossimità degli attraversamenti e trova gli
spazi più ampi in corrispondenza dei punti nodali e degli incroci rialzati. Un
nuovo modello di uso della strada quindi scaturisce dalla modulazione
delle dimensioni dello spazio pubblico con una sequenza
di estensioni e restringimenti del percorso tali da permettere diversi livelli
di fruizione e di flessibilità. Anche
la sosta delle auto è dimensionata in rapporto all'utilizzo dello spazio pedonale
localizzando i parcheggi nei punti di minore profondità dei marciapiedi con diverse
soluzioni di accesso ed orientamento. Nel
progetto l'utilizzo dei due materiali, l'asfalto e la pietra, viene completamente
ribaltato conservando però l'immagine complessiva dei materiali usati comunemente
nelle strade Romane: la continuità pedonale è segnata sull'intera area dalla pavimentazione
in cubetti di porfido che delimitano mediante piani inclinati e raccordi le aree
carrabili realizzate in asfalto fonoassorbente. Passo
carrabile si configura dunque come una nuova tipologia di boulevard urbano, modellabile
sul contesto e sulle sue intensità d'uso, reinterpretabile a partire dai materiali
locali, basata su una ridefinizione dei margini e delle relazioni tra spazi veicolari
e pedonali. |

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[03-2002] |