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[4-2005]

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Continuano le interviste a personaggi impegnati nel campo dell'architettura e dell'arte. A sottoporsi alle domande è Marcello Pecchioli, un personaggio multiforme che si occupa di filosofia, arte, alchimia, nuovi media, ufologia e teorie cospirazioniste.




LPP: Una auto-presentazione in quattro righe…


MP: Sono laureato in filosofia della scienza e sono diventato un critico multimediale,cinematografico,videomaker e artista. Collaboro con il DAMS di Bologna e con Scienze dell'Informazione (Informatica) e ho un insegnamento a Padova di Teoria ed Estetica dei Nuovi Media. Mi occupo di sistemi e linguaggi visivi,new media e nuove tecnologìe,video-arte,neo-televisione,post-cinema,ipertesti,realtà virtuale ma sto anche riscoprendo,oltre al valore delle avanguardie storiche anche dei periodi storici estremamente fecondi,come,ad esempio la fine del Medio Evo e il Rinascimento in cui si praticavano discipline esotiche ed esoteriche molto evolute ed interessanti,dall'alchimìa,all' astrologìa,dalla mnemotecnica all'ars combinatoria alla demonologìa, la magìa rituale e cerimoniale fino alla cabbalah e all' angelologìa e,nel frattempo,si gettavano le basi per quello che sarà il pensiero moderno e il metodo scientifico...


LPP: Cosa ne pensa della nuova architettura una persona come te che si occupa di media? Quali sono le esperienze che ti convincono di più?


MP: Mi sembra che le esperienze architettoniche,con l'avvento del digitale e l'utilizzo di software molto sofisticati abbia fatto sì un salto di qualità eccezionale ma abbia anche messo da parte quello che é un concetto di abitabilità dei luoghi,privilegiando il dato strutturale,metamorfico,evoluzionistico. Sono molto interessato ad alcune costruzioni di Frank Gehry e di Toyo Ito che mi sembrano,lo spiego in un libro di prossima pubblicazione,estremamente affascinanti ma con un retroterra poetico e,nel caso di Ito,un esempio di un perfetto equilibrio tra Oriente e Occidente che,a proposito é uno dei problemi e rovelli fondazionali che mi pongo da molti anni a questa parte,da quando ho scoperto,giovanissimo,che esisteva una biblioteca e una bibliografia di opere filosofiche occidentali e anche,parimenti, orientali. Per rispondere ad una parte della domanda ancora inevasa,mi sembra che i media abbiano costruito loro una loro architettura e cartografia e geografia autosufficiente e che questo dato non sia stato se non marginalmente, elaborato dagli architetti contemporanei e non credo che la Light Architecture sia la risposta a questo quesito.



LPP: Città, nuove tecnologie, digitale. Secondo te cosa sta succedendo di nuovo?


MP: La città,forse,sta perdendo importanza,dal punto di vista fisico e architettonico rispetto all'avvento di tecnologìe digitali che sono sempre più wireless,lavorano da qualunque punto del mondo e rappresentano una specie di permanente cybercultura potente,invasiva,capillare,in grado di traghettare non solo dati e metadata ma anche una forma di esperienza e visione del virtuale che,guarda caso,potrebbe essere molto simile al tipo di società e di percorso che c'era dal quattrocento al seicento,cioè l'evocazione di angeli e demoni e grimorii e magìe rituali che oggi,in un ottica contemporanea, potrebbero essere diventati agenti virtuali,avatars,mobile communication,simulazioni e videogiochi ma anche la consapevolezza antica che esisteva un linguaggio adamico e perfetto che poteva essere rievocato e attualizzato e che sarebbe stato utile creare un meccanismo in grado di utilizzarlo e leggerlo al meglio (il computer,un calcolatore,un algoritmo?). La città non scomparirà di certo nel prossimo Millennio ma subirà,credo,drastiche mutazioni perché la maggior parte dei servizi, delle informazioni e del patrimonio simbolico della città verrà reindirizzato altrove,forse nelle case cablate ma forse anche in iperluoghi virtuali,di cui oggi i mondi in 3D,navigabili e abitabili con degli avatars,i blog e le community sembrano essere le prime avvisaglie.



LPP: Ci parli dei tuoi progetti con Costa & Nolan?


MP: I progetti sono la curatela di una collana di estetica in cui la semantica di questo termine si coniuga a 360°,includendo architettura,cinema,videogiochi,estetiche scientifiche,post-media,etc. Questo perché sono convinto che il termine estetica sia troppo prezioso per confinarlo all'estetica classica e alla lettura della storia dell'arte ma che esista,invece,una specie di estetica diffusa che va letta,riscoperta,utilizzata,in moltissime discipline,comprese quelle del campo scientifico,del digitale come delle telecomunicazioni. I primi libri che usciranno tratteranno di argomenti molto diversi tra loro,ma non posso sbilanciarmi oltre... Posso dire che tra alcuni mesi si apriranno i giochi e questa collana comincerà a vivere di vita propria:l'impressione che posso avere io dall'esterno/interno é che rappresenti,almeno me lo auguro, un nuovo livello di consapevolezza rispetto al mondo della saggistica italiana in generale e che porti,anche,un vento nuovo e linfa vitale alla ricerca;quello su cui posso testimoniare é che,data la mia provenienza e orientamento epistemologico,ci sarà una grande attenzione ai linguaggi specialistici sulle materie trattate e che seguiremo uno schema concettuale ed editoriale non così semplice e scontato e che avrà una certa dose di innovazione e di creatività perchè le scelte saranno molteplici e non del tutto ovvie e lineari...



LPP: Il nome della tua rivista preferita. E perché...


MP: Una rivista che può sembrare un po' folle ma molto ben strutturata è Nexus,una rivista australiana,edita anche in italiano,in cui trovano spazio scienze di confine,indagini sociali,ecologiche,una specie di sistema neo-cospirazionista globale e planetario che comprende i poteri economici,militari,le multinazionali,gli effetti sociali dei beni che consumiamo,le analisi non dette e non pubblicate dalle corporations su ciò che mangiamo e beviamo e molto altro,compresa un pò di ufologìa,parapsicologìa,archeologia fantastica. E' una rivista che consiglierei a molti,compresi gli architetti, per il tipo di pensiero ambiguo che veicola,il fatto di considerare il mondo in cui viviamo qualche cosa di inquietante,di non risolto,che contiene misteri,complotti,raggiri ma anche grandi aperture utopistiche e fantascientifiche,forse poetiche... Qualche cosa di diverso dal lucido pensiero cartesiano a cui,credo,aderiscano,una bella fetta di architetti,ancora oggi.


LPP: Un libro che consiglieresti a un architetto


MP: Due libri molto diversi tra loro,l'Atalanta Fugiens di Michael Maier,uno straordinario documento quasi ipertestuale del 6OO sull'alchimìa con un corredo di immagini ricchissime e di simbolismi da mozzare il respiro e con un repertorio di musiche alchemiche,quasi sempre fughe e sonatine,oggi riscoperte e inventariate da Bruno Cerchio,docente di Armonia e Contrappunto al Conservatorio di Milano che ha tradotto il testo in italiano e Datatrash di Arthur Kroker,un teorico dei media canadese,un libro uscito alcuni anni fa da Apogeo e ancora straordinariamente attuale. Probabilmente tradurremo,nella collana che curo per Costa & Nolan,un libro collettivo,a cura sua,inedito per l'Italia.



LPP: Due o tre siti da non perdere e perché...


MP: Se vogliamo rimanere nell'ambito del cospirazionismo c'é il sito di David Icke che è un giornalista della BBC che,da una decina di anni si occupa di cospirazionismo ad alto livello.Il sito é veramente notevole;www.davideicke.com in cui c'é uno straordinario archivio da tutto il mondo sulle nuove medicine,sui misteri della storia,su fenomeni che hanno a che vedere con le società segrete,la massoneria,etc ma anche documenti attualissimi sull'uranio impoverito,sulle guerre di Bush,su Bin Laden e la CIA e molto altro. Un altro sito,a mio avviso davvero notevole é quello di Richard Hoagland che é enterprisemission.com. Haogland é uno degli scienziati,in realtà é un giornalista scientifico, che ha scoperto,insieme a Mark Carlotto e numerosi altri tecnici,scienziati e operatori di image-processing,una serie di fenomeni strani e occultati ma ripresi da decine di sonde sovietiche e americane della NASA per molti anni,dalla scoperta della regione di Cydonia Mensae su Marte che conterrebbe numerosi reperti archeologici,compresa la famosa faccia-sfinge su Marte a strani reperti vetrosi sulla Luna e su Io,una luna di Giove e molti altri fenomeni ed eventi,accuratamente occultati dalle autorità,dai politici come dai militari e dai media in genere.Il sito di Hoagland é estremamente informato e in contatto con Fondazioni scientifiche,Centri di Ricerca,siti di ricercatori,ufologi,cosmologi,fisici,militari in una rete così intricata e diffusa che qui,dall'Italia,non siamo neanche in grado di comprendere e di valutare. Un sito molto interessante è quello dell'Exploratorium di S.Francisco e,sopratutto la sua parte educational in cui troviamo artisti e gruppi di ricerca che sviluppano dei modelli di mass-media,compiono esperimenti ludici e scientifici e costruiscono delle gallerie con frattali,fotografia digitale,computergrafica,animazione.Un elemento che vorrei sottolineare è l'utilizzo della Silly Science o Punk science,alla quale mi rifaccio anche come curatore e direttore artistico di un Festival di Fantascienza,il Festival E.B.E..La scienza sciocca vuol dire un approccio multidisciplinare e pirata e giullaresco alla scienza e alla tecnologìa e nel sito dell'Exploratorium ci sono i primi germi di questo vero e proprio metodo.



LPP: Ibridazioni disciplinari. Due o tre esperienze che oggi ti appaiono particolarmente convincenti.

MP: Se vogliamo rimanere nel MedioEvo sicuramente gli studi della scuola di Warburg e,in particolare di Frances A.Yates sull'arte della memoria e l'ars combinatoria, strumenti, discipline, programmi che implicano una potente ipertestualità del mondo antico che dovremmo ristudiare e rileggere con dovizia e con una cura al dettaglio.La stessa cosa si può dire di un'altra allieva della scuola di Warburg e di Gombrich,in particolare,Svetlana Alpers che in un suo studio sulla pittura olandese fiamminga ci dimostra che media come il cinema e la fotografia erano già ampiamente inscritti nel tipo di pittura,ultradettagliata e che implicava studi di ottica e di cartografia dei fiamminghi,da contrapporre ad un altro tipo di pittura che é quella rinascimentale italiana in cui é il paesaggio emotivo ed emozionale e la scenografìa il dato dominante del quadro e della sua composizione. Un secondo elemento che riterrei molto importante é il nuovo corso che ha preso l'antropologia,sopratutto di tipo anglosassone,da Leach a Clifford che ci offre analisi comparate su società primarie e/o fortemente culturalizzate come la nostra,occidentale ma anche strumenti di controllo e ipotesi narratologiche inedite che utilizzano sistemi e linguaggi letterari e poetici descrizionali accanto ad analisi sul campo,interviste in profondità e tecniche interdisciplinari evolute,scientifiche,strutturate. Non é un caso che il libro di un altro antropologo, Appadurai "Modernità in polvere" sia diventato un punto di riferimento per mass-mediologi,sociologi della comunicazione,storici dei nuovi media. Infine,perchè nò, gli studi di tipo sistemico e olistico di scienziati e fisici da una parte,quelli che derivano dalle teorie del caos,delle catastrofi e dintorni,per capirci e gli studi epidemiologici,ad esempio sulle pesti del Medio Evo come sui modelli virali della Sars o i modelli dei virus informatici. Vorrei ricordare che queste discipline catastrofiste sono state utilizzate magistralmente da scrittori di fantascienza,tra cui James G.Ballard,tanto per fare,almeno un nome importante. Ecco Bollard,nella sua globalità, lo darei in dotazione e in pasto a qualunque studio architettonico,aula universitaria e corso post-laurea...



LPP: Globalizzazione o localismi? Nuove identità o riscoperta della dimensione provinciale?


MP: Questa é una bella domanda:i localismi sono molto importanti e ancora più importante é la dimensione provinciale.sono identità meno alterate e deteriorate di quelle delle grandi metropoli:piccoli luoghi che possiedono grandi capitali e riserve di ragioni e saperi e competenze antiche che possono essere spese su qualunque mercato,a patto di sapersi confrontare anche con scenari evoluti e globali.C'é un altro dato che mi piace dire e che mi riguarda,anche, il fatto che all'interno dei localismi ci sia anche la possibilità di fermarsi,di pensare senza fretta,con una certa rilassatezza,in modo quasi biologico,questo é un dato impareggiabile che le piccole realtà possiedono e le grandi hanno perso.i New media sembrano andare nella stessa direzione,la riscoperta del piccolo, connesso, portatile, nomadico, ecologico,collegato a tutte le tecnologie della mobile communication,in questo senso il telelavoro e il lavoro mobile sono degli esempi ma forse il futuro che é così vasto e impenetrabile potrebbe stupirci ancora...



LPP: Arte estrema o ricerca di nuovi formalismi?


MP: anche questa é una bellissima domanda:l'arte é ad un punto morto, forse di non ritorno e sopratutto l'artista non ha più niente di quel ruolo sociale, umano, tecnologico che possedeva al tempo del rinascimento come al tempo delle grandi avanguardie storiche.Io credo che vada profondamente ripensata la figura dell'artista,non tanto per quanto riguarda la sua complessità e il livello di competenze,anche, ma per il ruolo sociale che non esprime più;non rappresenta nessuno spirito del tempo (Zeitgeist) ne è in grado di competere con figure altamente professionali come i pubblicitari,i registi di videoclip,i programmatori e game-designers e gli autori di effetti speciali o gli ingegneri delle telecomunicazioni. Detto questo rimane però un fondo negli artisti,anche quelli più poveri e piccoli che é importante e da salvaguardare;quella specie di istinto naturale che fa prendere in mano il pennello o fa scolpire o altro, comunque, mette al lavoro una qualche abilità artistica e artigianale al servizio di un idea,una passione,un sogno,un emozione. Arte estrema potrebbe essere riuscire a modellare una complessa geografia mediale,giocare con gli spazi emotivi e con le telecomunicazioni,lavorare collettivamente con delle neo-botteghe rinascimentali,dotate dello stesso sapere e potere di quelle della Firenze dei Medici e del Verrocchio e del suo giovane apprendista,tra cui un certo Leonardo da Vinci. Propenderei per la ricerca,comunque, di nuovi formalismi che mi sembra un dato interessante e in linea con quella che Perniola chiama la società post-egizia, forse, anche,neo-barocca e anche con l'attenzione che esiste al dato di design e di arredo e di un'architettura costruita con il digitale e con il computer.



LPP: Tre artisti che ti interessano e perché...


MP: Ne citerò cinque,invece,di cui due,probabilmente,speculari tra loro. Un artista che mi ha interessato per una buona parte del suo percorso è Mariko Mori, in grado di coniugare manga giapponesi a personaggi mitologici infantili,una specie di fatina dei media che passeggia nei territori e nella cultura del Giappone antico e della sua simbologia ma é stata anche in grado di attualizzare l'anomìa sociale e lo spaesamento del suo Giappone,un non luogo per definizione,futuribile e terribile almeno come gli inferni,affollati e invivibili, descritti dai testi tibetani e buddisti post-mortem e che si possono ancora ammirare nei quadri tanka dei monasteri indiani e tibetani. Un autore che ho ammirato molto é Andy Wharol per la ipercomplessità del suo pensiero:una trama di vita e di opere che ha costruito,mettendo insieme,molto meglio e con un grande lavoro di dettaglio e di connessioni e di contenuti,rispetto a tutti gli altri esponenti della pop-art,come se lui da solo rappresentasse una intera avanguardia e gli altri autori fossero solo, quasi, dei comprimari e delle comparse. Mi viene da pensare come equivalente antico ma con un pari livello di complessità e di arguzia all'opera di Piero della Francesca che,ai suoi tempi,coniugava nelle sue opere architettura, scenografia, design, stilismo, simbolismi, moda e chissà quante altre trame multidisciplinari. Un artista che ammiro profondamente é Savinio,il fratello di De Chirico, un autentico genio proteiforme e inquieto ,in grado di modificare come un mutante pre-cronenberghiano la pittura e la memoria,anche quella dei suoi cari,di se stesso così come é stato in grado di costruire improbabili e ironiche simbologìe trash attingendo in maniera multiforme e spaesante alle mitologie antiche come ai passati recenti e fantastici e illusori,piccolo-borghesi di cui,sia lui che il fratello,avevano attinto e si erano nutriti,avidamente,sin dalla più tenera età. Vorrei citare anche Leonardo Da Vinci per questa sua ammirevole ambiguità tra arte e scienza,tra tecnologìa e ingegneria,per il fatto di averci lasciati i suoi magnifici e sontuosi appunti,i codici vinciani che trattano di fiumi e di guerra,di riccioli di donne bellissime,di macchine da guerra e di anatomie di cadaveri.In questo senso,forse un pò paradossalmente si potrebbe definire molto vicino ad un orientale,un intellettuale buddista come Milarepa l'asceta ma anche come Nagarjuna,l'allievo preferito di Buddha o come Chuang-tze il filosofo sottilissimo,allievo tardo di Lao-Tze;in ognuna di queste figure e anche in Leonardo é possibile scorgere il rapporto dialettico e tumultuoso con la vita e con la morte,con la decadenza e con l'orgiastico,con la natura e con la cultura,con delle forme eco-logiche potenti e vibranti.


LPP: Tre parole oggi importanti


MP: Olismo perché il mondo e le idee sono molto più connesse di quello che possiamo credere ad una primo approccio locale e tante sono le risonanze e le dissonanze come in una specie di cosmo pitagorico,Alienità nel senso più completo della parola,dallo studio dei mostri e dei mutanti fino alle ipotesi sulla vita extraterrestre nel sistema solare e sul pianeta Terra, Interconnessione perché il sapere va connesso e ramificato;esattamente il contrario di quello che accade con l'approccio scientifico avanzato attuale che é in grado di capire in profondità e in dettaglio un fenomeno o una intera categoria di eventi ma é cieco e sordo rispetto alle somiglianze,le analogie,i territori simbolici,linguistici,simpatetici che eventi,leggi cosmiche, forze primordiali producono e ci mostrano.




Intervista a cura di

Luigi Prestinenza Puglisi




Intervista pubblicata sulla PresS/Tletter n°8 del 2005

Lettera con notizie e eventi di architettura, cultura, arte, design

a cura di Luigi Prestinenza Puglisi