Channelbeta - Canale d'Informazione sull'Architettura Contemporanea

Proprio in questi giorni vengono assegnati una serie di premi, anzi di medaglie. E come accade da qualche mese a questa parte, si aprono aspre polemiche.

A Milano la Triennale dopo 21 anni di assenza e 80 dalla prima edizione, riparte con la medaglia d'Oro all'Architettura Italiana. 49 tra Advicers e Giuriati sono chiamati a segnalare ed assegnare 5 Medaglie d'Oro e 7 Menzioni d'Onore (che poi si moltiplicano e diventano 24) a cui va aggiunta una medaglia ex-quo, e 20 finalisti. Per un totale di 50 premiati su 425 partecipanti. Leggendo velocemente i nomi dei vincitori e dei finalisti di ciascuna categoria già ci si rende conto di un atteggiamento prevedibilmente prudente della giuria. Come scrive Luigi Prestinenza Puglisi su PresS/T Letter n°33 :" […] Con l'aria di ritorno all'ordine che tira, poteva andare peggio. E poi, ogni scelta è di per sé discutibile. Non possiamo però non notare il carattere complessivamente prudente, giudiziosamente moderato, istituzionale e, tutto sommato, poco coraggioso delle scelte fatte dalla giuria […]". Certo poteva andarci peggio e ritrovarci magari la medaglia all'opera prima assegnata al Mart di Mario Botta, o una medaglia alla committenza privata a Richard Meier, con la chiesa "Dives in Misericordia" a Roma. Che due stranieri figurino trai partecipanti alla Medaglia d'oro mi lascia perplesso anche se contemplato nel regolamento perché non credo, soprattutto in un mondo globalizzato, che la posizione geografica sia indice di identità nazionale. Dovremmo prendere esempio un po' dalla mentalità colonialista degli inglesi che all'ultima Biennale di Venezia, per promuovere la loro architettura hanno presentato un progetto costruito in Giappone. Certo non è facile prendere delle decisione e Molinari,  coordinatore della giuria risponde a Luigi Prestinenza sulla PresS/T Letter n°34:"Grazie per l'evidenza data alla medaglia e per il commento con cui sono moderatamente d'accordo; come sempre le giurie funzionano come un terno al lotto e questa non è una mostra curatoriale ma il prodotto di un complesso lavoro di giuria […] ma credo che la scelta sia tutt'altro che prudente e scontata […] ".  Essere d'accordo conta poco se poi i risultati dimostrano il contrario. Probabilmente Molinari affermando che le giurie funzionano come un terno al lotto voleva dire che da singoli giudizi personali non si può arrivare quasi mai ad un giudizio unanimemente condiviso perciò, per una serie di compromessi, vincono quasi sempre le proposte più prudenti. In fondo lo spirito di iniziative di questo tipo dovrebbe essere quello di promuovere e dare visibilità a chi non ha ancora avuto i giusti riconoscimenti piuttosto che rifugiarsi dietro la l'indiscussa fama di alcuni personaggi che però il loro contributo lo hanno dato almeno trent'anni fa… Così Ugo Rosa su Antithesi in un ironico e sarcastico articolo critica la medaglia d'oro alla critica a Nicolin e Antonino Saggio intervenendo a seguito "Sul professor. Nicolin, in questo contesto, mi scuserà se aggiungo poco. D'altronde per queste cose ci vuole molto tempo e molta pazienza come Lei sa altrettanto bene di me. i danni (oppure i meriti) a seconda dei punti di vista, Nicolin li ha compiuti negli anni Settanta. Allora sì che chi gli avesse dato un premio avrebbe inciso." Certo è che erano 22 anni che la Medaglia d'oro non veniva assegnata… bisogna aspettare e mettersi in fila. Magari però stando attenti a non figurare sia tra gli advicers che tra i finalisti, come è accaduto a Marco Brizzi, che va tutta la mia stima personale, ma la critica non è rivolta a lui ma alla giuria che ha compiuto una tale leggerezza di dubbio gusto. Mara Dolce, non perde tempo e subito su Antithesi trova spazio per attaccare Brizzi denunciando questo fatto e aggiungendo :"Critico è colui che mette a disposizione uno spazio per far parlare gli altri di architettura? Critico è colui che gestisce una rivista di architettura senza mai esporsi in prima persona? Critico è colui che si limita a generiche considerazioni (sull'architettura digitale in questo caso), con il buon senso di un uomo da bar?". Ma Mara certo non ricorda come invece fa Antonino Saggio che :"Marco come tutti sanno ha da diversi anni una veramente importante manifestazione a Firenze sul video di Architettura a cui si affiancano molte altre mostre e anche una galleria espositiva. In questa attività, che buffamente non è stata ricordata, tra l'altro Marco si potrebbe "anche" definire un critico nel senso tradizionale di curatore d'arte". Certo ed indiscutibile che inserire tra i finalisti un advisor non è una grande mossa. Ma questa ed altre scelte di dubbio gusto incorniciano bene un quadro non molto felice. Come per es. l'ex-equo ai comuni di Napoli e Roma rispettivamente per le Nuove stazioni della metropolitana di Mendini e per il brutto Auditorium di Renzo Piano. É espressamente scritto nei criteri di selezione insieme al fatto che il giudizio della giuria è insindacabile che non sono previsti ex-equo… invece a quanto pare …. Quindi se vogliamo essere coerenti, se la giuria ha dato un ex-equo pur non essendo previsto allora non pretenda che il suo giudizio sia insindacabile. E  se  tra i due litiganti avessero vinto invece i Metrogramma per l'ipotesi di densificazione urbana a Bolzano? E se si fosse assegnata la medaglia all'opera prima ai Cliostraat con la Biblioteca multimediale e Casa delle culture "La civetta" a Quarrata piuttosto che a Marco Navarra il cui parco lineare tra Caltagirone e Piazza Armerina (finalista al premio Mies van der Rohe 2003) probabilmente non è nemmeno opera prima.  Certo delle note positive si sono viste tra i finalisti e le menzioni d'onore, come per es. il multisala Cinecity vicino Udine di Andrea Viviani, finalista alla Medaglia d'Oro alla committenza privata e la Torre per uffici a Collegno (TO) delo studio BFJ menzione d'onore nella sezione attività produttive. Ma non dobbiamo dimenticarci di molti esclusi come i 5+1, Nemesi, DAP Studio, Studio Eu e infine Giovanni Vaccarini che nessuno ha citato e che all'ombra dei riflettori sta realizzando progetti di un'elevata qualità architettonica.

Per cui anche le medaglie d'oro all'Architettura della Triennale sono stata un'altra occasione persa. Ma dobbiamo ricordarci che il risultato di un premio non ha un significato oggettivo, per fortuna, ma è il giudizio di una giuria, che in questo caso oggettivamente non ha compiuto il suo dovere degnamente, seppur composta da illustri personaggi alla maggior parte dei quali va la mia stima personale. Assegnare 17 menzioni d'onore oltre quelle previste ed un ex-equo non contemplato nel regolamento e segnalare una ventina di finalisti non sono "il prodotto di un complesso lavoro di giuria". Come al solito si è gonfiato il numero dei premiati per cercare di fare contenti tutti ed evitare gli imbarazzi di troppe esclusioni.  Non credo nemmeno che la scelta di assegnare la medaglia d'oro a Nicolin "sia tutt'altro che prudente e scontata" … piuttosto inserire tra i finalisti un advicer può essere una scelta poco prudente.


Gianluigi D'Angelo

[05-2003]

channelbeta COPYFREE

info@b-e-t-a.net

1) logo della Medaglia d'oro all'Architettura Italiana



2) Cliostraat, Biblioteca multimediale e Casa delle culture "La civetta" a Quarrata


3) A. Anselmi, Nuova Sede Municipale di Fiumicino


4) R.Piano Auditorium a Roma


5) Atelier Mendini, Nuova Metropolitana di Napoli


6) BFJ, Torre per uffici a Collegno


7-8) Andrea Viviani, Multisala Cinecity 2 a Pradamano (UD) da arch'it