Dopo le ultime edizioni di Pechino, Berlino ed Istanbul la ventitreesima edizione del congresso mondiale degli architetti arriva in Italia. Torino in questi giorni ha accolto architetti provenienti da tutto il mondo mostrando le sue architetture barocche ed i recenti interventi ereditati dalle olimpiadi invernali del 2006.
8000 partecipanti, centinaia di relatori, svariate migliaia di metri quadrati di spazi espositivi, decine e decine di conferenze ed eventi consequenziali ed in parallelo negli spazi del Lingotto, Pala Vela, Oval ecc...
Sicuramente un tale sforzo ciclopico sarebbe potuto essere distribuito in un arco temporale assai maggiore dei quattro giorni previsti, in modo tale da poter permettere di riuscire a seguire più agevolmente gli eventi e riuscire a sfruttare al meglio il costo non certo popolare dell'ingresso. In effetti non c'è stata un'adeguada organizzazione e dimostrazione di questo vi sono state alcune situazioni piuttosto imbarazzanti come la conferenza di Soleri relegata in una sala "di servizio" e anche momenti di tensione raggiunti nella teleconferenza di Nouvel e Foster in cui il pubblico presente nel momento in cui è stato comunicata l'assenza degli architetti ha reagito in maniera calorosa protestando con fischi e toni da stadio che si sono placati solo con l'intervento delle forze dell'ordine.

 

Ultima nota dolente, ma non per importanza, la possibilità di acquisire crediti formativi per gli studenti che hanno partecipato al Congresso. 3 crediti a 50 euro, un buon affare che ha attirato diversi studenti. Sono passati secoli ma la strategia delle indulgenze ritorna sempre utile per fare cassa... Al di la di queste critiche che hanno un enorme peso è comunque difficile fare un bilancio. Questo evento in una certa misura ha incuriosito i cittadini torinesi che non hanno ben capito che cosa facessero tutte queste orde di architetti dalle più disparate etnie in giro un po' disorientati per le strade dei loro quartieri. Ciò significa che almeno tra i torinesi non è passato inosservato. Un po' poco a nostro avviso. Ma sappiamo bene in che grave stato di assenza culturale perte oggi l'architettura contemporanea tra la popolazione italiana. Tuttavia nonostante queste dure critiche credo che eventi come questi non vadano snobbati o boicottatti. Transmitting architecture? Non abbiamo ben capito come molti partecipanti il senso generale di questa manifestazione, piuttosto abbiamo assistito ad un calendario di eventi molto disorganico e frammentato. Abbiamo assistito a momenti di elevata qualità e brillante capacita comunicativa come la conferenza del giovane belga Julien De Smedt dello studio Altieri che ha ricevuto una standing ovation da far impallidire i grandi big. Ci siamo annoiati di fronte allo scarso contributo culturale delle conferenze come "Architettura e riviste d'architettura". Ci siamo emozionati ascoltando la voce tremolante di Paolo Soleri che da sola è valsa ed ha riscattato tutta la manifestazione.

 

 

Gianluigi D'Angelo - Channelbeta

 

 


 

 

 

 

 

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[09-07-2008]

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XXIII UIA World Congress Torino 2008
Gianluigi D'Angelo