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Brasilia, Domenica 16/12/2007.


10:10 p.m.

 

 

 Volente o nolente Niemeyer è entrato a far parte dell' immaginario collettivo di tutti i brasiliani. La televisione si è impossessata delle immagini che lui stesso ha creato: la compagnia telefonica TIM Brasile ha ultimamente girato uno spot nell' Auditorium Ibirapuera a San Paolo (...e tutti sappiamo bene quanto sa essere invasiva e martellante la TIM). Sempre a San Paolo il ministero della salute ha usato come sfondo per  per la campagna pro donazione organi doe vida, l'edificio Copan, davanti al quale si libra in aria un palloncino rosso a forma di cuore. E Brasilia? Brasilia è stata condannata ad essere l'immagine di se stessa, fin da quando era solo un'idea nella mente del neopresidente Kubitschek. Infatti nel '64 "debutta" nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, quando era ancora solo un cantiere, nel film "L'homme de Rio". Un classico. Oggi fa quotidianamente fa da sfondo a tutte le notizie di cronaca politica: il numero delle volte in cui appare il palazzo dei congressi in un telegiornale è pari solo a tutte le volte in cui in Italia si inquadra Montecitorio. Sulla home del sito ufficiale della capitale c'è in primo piano la cattedrale. Lo stemma del distretto federale ricalca la sagoma di una "colonna" del palazzo Alvorada. E poi emittenti come TV Camara o TV Senado i cui loghi  non sono altro che i profili stilizzati di opere di Niemeyer. Una persecuzione!


Edicolai, tassinari, camerieri, barboni, venditori ambulanti, tutti conoscono Niemeyer a Rio. Lo chiamano il dottor Oscàr. Col dovuto rispetto. I brasiliani vanno fieri delle architetture di Niemeyer, e Niemeyer è fiero di esser Brasiliano. Non a caso, infatti, Marcus Lontra ha chiamato una delle mostre più riuscite tenutesi lo scorso dicembre: "Oscar Niemeyer - Arquiteto brasileiro cidadão". E non poteva che essere il MAC di Niteroi il posto migliore per raccontarne la lunga, lunga storia. Praticamente un viaggio nel tempo. Le fotografie di Kadu Niemeyer, i disegni, gli schizzi, tantissimi schizzi, i progetti più recenti: il Sambodromo di Brasilia, il Centro Culturale Principe d'Austria, in Spagna, il Museo d'Arte Moderna da Baixada (Maumba). E poi le opere di Bruno Giorgi, Alfredo Ceschiatti, Portinari e Franz Weissmann. Tutti artisti che hanno lavorato al suo fianco.

 

 

 

 

 

 





 

 

 











O Dia celebra  i cento anni con un inserto chiamato Oscar Niemeyer - o mago das curvas -.

O Globo fa uscire, giorno 12 Dicembre 2007, un inserto titolato "Niemeyer 100", e per una settimana, lo pubblicizza con le parole:

Oscar Niemeyer.

O homem.

O mito.

O caderno especial.

L' IPHAN (Istituto del Patrimonio Storico e Artistico Nazionale) ha seppellito i disegni di 24 progetti dell'architetto, 23 dei quali si trovano a Brasilia, mentre tra le opere di Rio de Janeiro è stato scelto il progetto della casa das canoas, appena diventata la sede della Fondazione Oscar Niemeyer.

L'istallazione mobile del collettivo artistico Biruta ha videoproiettato per una settimana su muri, pareti, e facciate di diversi quartieri di Rio e Niteroi, 32 foto delle opere dell'architetto.

E' stato nominato Chevalier de la Légion d'Honneur in Francia e in quell' occasione ha dichiarato che «Compiere cent'anni non significa niente, già dai 70 in poi cominciamo a dar addio agli amici, alle donne, a tutte le cose che valgono veramente. Quello che vale è la vita intera, ogni minuto. Quando guardo indietro la mia vita, vedo che non ho fatto concessioni e che ho seguito la strada giusta. E questo dà una certa tranquillità».


In un intervista postuma al film "Andrej Rublev" Andrej Tarkovskij parla dell'esperienza dell'uomo e dice:

"Ognuno di noi deve farsi per conto proprio la sua esperienza, ma quando ci arriviamo il momento di morire, purtroppo, e non abbiamo il tempo di usarla. Intanto vengono su le nuove generazioni che si rifiutano di ascoltare i vecchi, e fanno bene, cercano una loro esperienza, e quando la trovano anche la loro vita alla fine."

Questo proprio non sembra il caso di Oscar Niemeyer.

Lui che di tempo ne ha avuto, lo ha usato, e continua ancora ad usarlo.

In una recente tavola rotonda organizzata dal quotidiano O Globo una settimana prima del 15 Dicembre 2007 José Carlos Sussekind (Ingegnere strutturista di Niemeyer) dichiara: "Se egli pensasse di aver già visto tutto, la vita sarebbe finita. Insegue sempre tutto, è ed è stato sempre molto curioso."

Inversamente allo stereotipo di anziano, Niemeyer teme di più il passato che il futuro. "Nel passato", dice, "vedo molta tristezza. Nel futuro, incui molti vedono la morte, io vedo il lavoro continuo, la magia della creazione, e la lotta, che non finisce mai."


As curvas do tempo, il capolavoro letterario di Niemeyer, contiene 292 note, per la precisione 33 pagine. quasi tutte corrispondono a persone che per lui hanno significato qualcosa, molte delle volte colleghi, amici, artisti, compagni. 163 di queste ormai non esistono più, alcuni sono morti in in giro per il modo, altri sono scomparsi durante la dittatura, la maggior parte se ne sono andati per vecchiaia. La moglie Annita, Lucio Costa, Candido Portinari, Afonso Reidy, Fernando Saturnino Britto, Roberto Burle Marx, Juscelino Kubitschek. Persone mervigliose con cui ha condiviso idee e passioni fortissime, momenti di felicità e tristezza, e che ha visto, pian piano, una dopo l'altra, scomparire per sempre.

Come si può sopravvivere a tutto?

"Mi affaccio alla finestra dello studio e penso a un'altra cosa, poi vedo il mare che batte sul bagnasciuga della spiaggia, deserta, come se una tristezza immensa scivolasse sul mondo."




Francesco Giorgino


[19-2-2008]

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