Channelbeta - Canale d'Informazione sull'Architettura Contemporanea

OMA Rem Koolhaas

Toyo Ito

Zaha Hadid

MVRDV

Massimiliano Fuksas

Renzo Piano

Norman Foster

Peter Eisenman

Frank Gehry

Steven Holl

Jean Nouvel

Herzog & de Meuron

Alvaro Siza

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Questi ed altri sono i nomi ricorrenti che campeggiano a caratteri cubitali sulle copertine, soprattutto quelle patinate, delle nostre riviste cartacee, "bene rifugio" in un panorama in crisi in cui le copie sono in costante diminuzione ed i cui costi, nonostante il massiccio contributo degli inserzionisti, rimangono molto alti. Nessuno vuole mettere in discussione la qualità dei loro lavori, anzi è naturale ed ovvio che abbiano grande visibilità, ma da quello che appare sulle copertine delle principali riviste italiane sembra esistere solo "il mazzo di carte dello star system", che si mescola e rimescola producendo di mese in mese una nuova combinazione per fare felici  lettori e inserzionisti.  Questi ultimi, a volte presenti a vagonate, arrivano a condizionare linee editoriali di direttori che tentano tagli alternativi o troppo intellettuali. Agli sponsor non interessa questo target di lettori, loro sono interessati ai professionisti, quelli che utilizzano i loro materiali. Non rimane perciò molto spazio agli architetti emergenti, a quelli lontani dai riflettori, ai fermenti dei giovanissimi.  Questo diffuso atteggiamento alimentata la forte cesura tra società e cultura contemporanea che divide il nostro paese da almeno cinquant'anni.

Fuori dall'Italia questo fenomeno è meno evidente, forse perché in tutto il mondo c'è un prolificare di ottima architettura generata da un contesto culturale favorevole. Forse dobbiamo ribaltare il nostro punto di osservazione.  In Olanda una famiglia cambia casa mediamente una volta ogni sette anni; l'architettura olandese è fresca e originale e rispecchia una società che è sempre alla ricerca del nuovo. All'estero le riviste di architettura sono lette anche da un pubblico diverso da quello degli addetti ai lavori. Si è predisposti al gusto contemporaneo. Il contesto culturale italiano se da un lato è schiacciato dall'eredità del proprio patrimonio storico, dall'altro nutre il suo "gusto medio" attraverso le riviste rivolte al grande pubblico, dove il kitsch ed il vernacolare si abbinano all'etnico per produrre mostruosità casalinghe.


Esiste poi una folta nebulosa di centinaia di pseudo testate a tiratura e diffusione limitata che usano l'editoria sul territorio come elemento di promozione autoreferenziale. A questa categoria spesso e purtroppo appartengono molte riviste di accademia, di dipartimenti e dipartimentucoli delle facoltà di architettura. Un magma di pubblicazioni che ha fatto entrare l'Italia nel Guinness dei primati come il paese più prolifico al mondo di riviste di architettura. Che soddisfazione. Fortunatamente esistono eccezioni come Parametro, Gomorra e 2A+P.


Il panorama digitale, nonostante la praticità ed economicità del mezzo è paradossalmente meno folto di quello cartaceo. L'atteggiamento prevalente è di carattere funzionale che porta alla quasi totale assenza di contenuti critici. Ci sono poi i "siti database" aggiornati dagli utenti, spesso in modo non controllato, che col passare del tempo diventano un labirinto di informazioni senza gerarchia. Un altro filone è costituito da piccole comunità di  "webzine" nate  per colmare il bisogno di trovare contenuti alternativi a quelli offerti dal mondo della carta stampata. Il fenomeno internet è cresciuto esponenzialmente permettendo possibilità di diffusione impensabile fino a pochi anni fa. Alle webzine viene riconosciuta la giusta dignità; sono chiamate "riviste digitali" ed i loro visitatori di conseguenza "lettori".

Dopo una prima fase di scetticismo ed poi di antagonismo tra carta e web oggi si è arrivati ad una fase di fusione. In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un travaso: se da un lato dal web sono nati eventi, conferenze, festival di rilevo anche internazionale, aperitivi...  collane su carta come quella che sta producendo Archphoto, dall'altro nel web è incominciata a confluire l'editoria su carta con eccellenti esempi come Domus e con altrettanti eccellenti eccezioni come Casabella che, per ostinata coerenza, continua ad essere assente nel panorama on line. E pensare che entro il 2011 il New York Times esisterà solo in forma digitale.

Non possiamo omettere infine il lavoro di Luigi Prestinenza Puglisi il quale ha contribuito massicciamente allo sdoganamento del digitale attraverso le newsletter ed il suo sito web. La sua figura di critico e divulgatore, emersa grazie al libro "Rem Koolhaas trasparenze metropolitane" si è imposta proprio grazie alla rete che ha fatto da volano per i suoi libri successivi.

Per completare la visione d'insieme ed ampliando il raggio agli altri media è da segnalare il  canale satellitare n° 850 "ACM, Architecture Construction Materials Channel" che, seppur con un palinsesto al momento piuttosto limitato,  produce servizi di grande interesse e la neo nata radio on line GMA radio "Good Morning Architecture" curata da Luca Molinari.


All' interno di questo vasto panorama editoriale si colloca anche la nostra rivista, Channelbeta, che oggi compie 6 anni con un archivio di centinaia di pagine e diverse migliaia di news. Rinnovata profondamente nella sua struttura, con un nuovo comitato editoriale, sempre attenta all'architettura piuttosto che agli architetti, con progetti di emergenti e talenti semi-sconosciuti accanto a nomi di calibro maggiore,  senza pregiudizi. Continuerà ad essere presente il nostro contributo critico, come è accaduto quando è stato necessario, a volte uscendo fuori dal coro dei consensi. Continuerà la nostra filosofia Copyfree, offrendo tutto il nostro contenuto sia testi che immagini totalmente a disposizione dei lettori.

Infine colgo l'occasione per salutare la vecchia redazione, in particolare ringrazio Andrea Pinna che oggi insieme a Tommaso Michieli cura con grandissimi risultati la rivista digitale Under-Construnction; ringrazio inoltre Anthony Bellezza ed Emanuela Bonvecchi il cui impegno è stato indispensabile e Michela Lucchini che ha curato le traduzioni con notevole impegno e costanza; è grazie a lei che Channelbeta ha raggiunto l'obiettivo di avere oltre la metà dei lettori stranieri permettendo a molti giovani architetti di avere una meritata visibilità internazionale.






Gianluigi D'Angelo


[19-2-2008]

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