

Il continuo
sviluppo della Corea del Sud e della capitale Seoul ha reso questo paese
asiatico tra i più avanzati al mondo in economia, informazione e
in tutti quei servizi connessi alle nuove tecnologie. Tutto questo si riverbera
ovviamente nell’architettura, che interpreta il dinamismo e la veloce trasformazione
delle attività nell’ambiente urbano coreano: tessuto compresso e
sempre più congestionato da diverse infrastrutture e tipologie insediative.
L’approccio di Minsuk Cho è quello di mettere da parte ogni tentativo
di attribuire identificazione e tradizionalità all’architettura coreana,
perché “nell’ultimo cinquantennio questo paese ha subito tanti di
quei cambiamenti, che qualsiasi tentativo di creazione stilistica avrebbe
avuto solo una sembianza artificiale e finta”.
La volontà di elaborare un nuovo genere di identità coreana,
più spontanea e aderente alla realtà odierna, è trasmessa
dalla Xi Gallery a Yeonsan-dong, Pusan. Primo edificio al mondo a custodire
una nuova tipologia: un centro culturale dell’edilizia residenziale. Non
a caso il nome “Xi” proviene dalla marca di appartamenti che vengono venduti
in modelli in scala 1:1 all’interno dell’edifico. Il tutto contornato da
una serie di spazi in grado di ospitare diverse attività commerciali
e di svago.
La composizione dell’edifico si suddivide in altezza in: “Montagne Cubiste”
parcheggi e attività legate al pian terreno; e “Nuvola Cubista” la
parte superiore leggera e fluttuante grazie all’utilizzo di materiali altamente
tecnologici come l’ETFE, che riduce al minimo la materialità e la
presenza fisica.
Possiamo dedurre, quindi, che Minsuk Cho e il suo Mass Studies, riescono
con sapienza e con grande capacità di controllo, a trasmettere completamente
l’idea architettonica di aderenza alla contemporaneità, contribuendo
a dar vita ad una nuova identità coreana.
.
Davide Di Virgilio - Channelbeta
Situato a Yeonsan-dong,
Pusan, questo edificio è stato costruito con lo scopo di promuovere
“Xi”, una marca di appartamenti. Oltre alla tipica esposizione di una unità
abitativa in scala 1:1 (una pratica comune in Corea, che serve a pubblicizzare
e vendere i progetti non ancora costruiti), una parte ancora più
ampia della superficie disponibile è stata adibita a spazio culturale
flessibile per i cittadini, creando così una nuova tipologia di edificio:
un Centro Culturale Residenziale.
Così come le forze economiche e le attività culturali sembrano
formare interrelazioni complesse lasciando che le nostre sfere private e
pubbliche si fondano e si invadano reciprocamente, allo stesso modo questo
edificio diviene una sorta di prodotto di queste fenomeni.
Il centro della
nostra investigazione progettuale è stato prima di tutto quello di
creare uno spazio fluido che potesse rispondere alle situazioni continuamente
nuove che derivano dai flussi dinamici dell'economia e della cultura, e
poi nell'organizzazione del sistema dei percorsi relativi a tale spazio.
Questa nuova organizzazione dei percorsi è necessaria per mantenere
l'individualità dei diversi spazi, ma allo stesso tempo è
capace di espanderli/unificarli in diversi modi per soddisfare I possibili
bisogni futuri.
Attraverso tutto ciò, siamo stati in grado di scoprire un nuovo tipo
di efficenza spaziale per rispondere attivamente ai cambiamenti culturali
del presente e del prossimo futuro, e conseguentemente gettare le basi per
una cultura progressiva.
Questi quattro piani, 9491 m2 di edificio, sono organizzati nel seguente modo:
Pianoterra:
E' utilizzato come accesso per auto e pedoni. All'angolo con la via principale,
un ampio scalone esterno sale fino al primo piano principale funzionando
da entrata per i pedoni, mentre la parte restante del piano terra è
utilizzata come parcheggio e come piccolo atrio che lo collega ai piani
superiori.
Primo e secondo piano:
Diverse attività
culturali rivolte al pubblico sono localizzate in questi livelli. Questi
collegano il pianterreno e il terzo piano, mentre l'organizzazione delle
iniziative culturali implica una diversa disposizione spaziale, opposta
a quelle zone che sono destinate a precise funzioni. La logica fondamentale
che è stata seguita nell'organizzazione funzionale è la seguente:
tutte le attività che vengono svolte in zone chiuse e isolate (sale
lettura, camere per lo yoga, uffici, futuri spazi per la promozione edilizia,
etc....) sono disseminate come spazi individuali per l'intera altezza dei
due piani. Contemporaneamente, tutte le aree rimanenti sono unite, in modo
da fluire dall'una all'altra parte senza interruzione, e ospitare così
le attività aperte a tutti (spazi espositivi, sale lettura, hall,
lounge, etc....) Queste due tipologie localizzate all'interno dei due piani
sono quindi interconnesse le une alle altre, come un mosaico di piccoli
spazi privati all'interno di un grande campo aperto. Per riuscire a percepire
visivamente e fisicamente questa fluidità dello spazio, le aree aperte
o chiuse sono divise da superfici incurvate e inclinate. Come risultato,
questi due piani formano un'ampia superficie dinamica e topografica, rispondendo
a pieno alle esigenze programmatiche. Inoltre, questi spazi topografici
possono essere effettivamente riorganizzati con infinite combinazioni.
La circolazione sfugge dalle logiche ortogonali per essere organizzata in
modo non lineare, una rete tridimensionale che favorisce e supporta l'uso
dinamico dello spazio.
Terzo piano:
Il piano più alto è adibito all'esposizine delle unità
abitative in vendita. Quest'area di 3396m2 ha un altezza massima di sette
metri, questo permette di presentare contemporaneamente sette modelli diversi
di unità abitative. La struttura a travi reticolari permette di creare
un'unico spazio largo 35 metri, flessibile, neutro ed utilizzabile per molteplici
situazioni. Al centro di ognuno dei 4 angoli si trovano le diverse strutture
di accesso come ascensori, scale, scale mobili e anche una zona di riposo
gradonata.
Il risultato di tale manipolazione spaziale e dei percorsi è che
il volume dell'edificio può essere suddiviso in due parti: le “Montagne
Cubiste” o il “blocco del sotto”, che va dal parcheggio del pianoterra fino
alle aree per le attività organizzate nel primo piano; e al terzo
piano la “Nuvola Cubista”, o “blocco del sopra”, adibito a spazio espositivo
legato alle attività del secondo piano. I punti di contatto tra questi
due blocchi sono ridotti al minimo, mentre nello spazio tra di loro, si
viene a creare un terzo luogo, che forma un'area vasta, aperta, astratta,
topografica.
Questi due elementi
esprimono un forte contrasto tra loro; la profondità spaziale, la
direzione ed i punti di vista cambiano continuamente muovendosi attraverso
di essi, aprendo nuove possibilità programmatiche.
Le Montagne Cubiste inferiori formano due colline e una vallata al centro
e sono realizzate con textures familiari ed elementi paesaggistici sia nella
parti interne sia in quelle esterne, affinché si possa sperimentare
una topografia fisica. La nuvola Cubista superiore, invece, è completata
con soffitto bianco e rivestita con cuscinetti ad aria trasparenti e traslucidi,
in ETFE ( Etilene TetrafluoroEtilene), che minimizzano la materialità
e la presenza fisica della costruzione. Inoltre, il rivestimento in EFTE,
stampata con il logo dell’impresa a creare una texture, si rischiara quando
fa buio, contribuendo a rendere il blocco superiore dell'edificio uno spazio
leggero e fluttuante come una “nuvola”.
Mass
Studies - Cho Minsuk_Park Kisu
Fuji
Bldg. 4F
683-140 Hannam 2-dong Yongsan-gu
Seoul 140-892
Korea
DATI
DI PROGETTO
ARCHITETTI : cho,minsuk + park,kisu
DESIGN TEAM : mass studies
UBICAZIONE : 1123-1 Yonsan-dong, Yonjae-gu, Pusan, Korea
SUPERFICIE DEL LOTTO: 10074.80 m2
SUPERFICIE LORDA DI PIANO: 3613.94 m2
SUPERFICIE TOTALE: 9400.79 m2
RAPPORTO DELL'EDIFICIO A TERRA: 35.87%
RAPPORTO SUPERFICIE DI PIANO: 93.31%
STRUTTURE: sc
FINITURE: plant box, ETFE, Polycarbonate
ANNO DI PROGETTO: Novembre 2006 - Marzo 2007
ANNO DI COSTRUZIONE: .Marzo - agosto 2007
NOTA BIOGRAFICA:
Mass Studies è stato fondato nel 2003 da Minsuk Cho, a Seoul, in Corea del Sud, come laboratorio di ricerca critica sull'architettura nel contesto della produzione di massa, delle condizioni urbane sovrappopolate e di altre nicchie emergenti che definiscono la società contemporanea. I lavori rappresentativi dello studio includono" Pixel House" (2002) e il "Dalki Theme Park" (2002) entrambi con James Slade, la "Torque House" (2004), la "Cracked House" (2005), l' "Oktokki Space Center" (2005), e l' "Ann Demeulemeester shop" (2007).
LINKS:
|
Channelbeta Canale d'Informazione sull'Architettura Contemporanea |

|
[11-06-2008] |
|
photo by Yong-Kwan Kim
|