Oggetto nello spazio

 

Al cinema, ma quasi mai nei cinema, si ha l'illusione di entrare in un altro mondo. E' quello che invece succede in questo lavoro di Ramin Visch, una macro capsula di legno racchiusa in un grigio involucro industriale. Edificio nell'edificio, questo cinema è in grado di organizzare, gestire, e controllare lo spazio solo grazie al suo saper stare all'interno di una, chiamiamola così, grande stanza. Il volume in larice entra nell'involucro e lo trasforma. Oggetto nello spazio, come un mobile di design fuori scala stabilisce relazioni con il vuoto lasciato nell'esistente edificio. Relazioni duali a diversi livelli di complessità: percettive, funzionali, prospettiche. Dentro sale proiezioni dai colori caldi e raccolti, che suggeriscono una dimensione temporale rallentata e fantastica, fuori, per contro, distribuzione e sosta, con un carattere metropolitano e industriale e per sua vocazione veloce. Così entrambi, involucro e volume, interpretano sapientemente i loro ruoli e restano protagonisti autonomi e complementari per questo buon esempio di architettura.

 

Roberta Di Loreto - Channelbeta

 

 

Het Ketelhuis: un' ex centrale abbandonata

 

Se passate accanto alle vetrate sul lato occidentale della Ketelhuis, una vecchia centrale di riscaldamento, accanto all' ex centrale del gas Westergasfabriek a Amsterdam, potete cogliere di sfuggita una struttura fatta di doghe di legno. Si ha l'impressione di vedere un oggetto lasciato lì per caso. All'interno dell'edificio, ci si rende conto che si tratta di una struttura massiccia che si innalza libera nello spazio interno senza alcun contatto con le pareti circostanti. Il volume interno contiene una sala cinema con 50 posti a sedere al piano terra e una sala più grande, con 143 posti, al piano superiore. I due livelli sono collegati con una scala d'acciaio libera da sostegni posizionata al di fuori del volume.
La scala è assicurata solo attraverso due punti, alla base e in cima, mentre il primo pianerottolo è dotato di un tirante supplementare.
Le doghe di legno visibili dall'esterno sono di larice e formano un rivestimento che avvolge la forma protuberante di questo grande oggetto scultoreo, il quale racchiude le tre sale proiezione in un unico volume compatto e, allargandosi verso l' alto, disegna lo spazio vuoto intorno e l'intera parte occidentale della Ketelhuis.
Tenendo a mente ciò, l'affermazione di Ramin Visch che “ il nostro più grande problema era che non avevamo spazio sufficiente per i servizi” suona piuttosto ironica, sebbene lui l'intendesse seriamente.
L'interno precedente, finito nel 1999 e inteso allora come una soluzione provvisoria, era in effetti nient'altro che un box rivestito in pannelli perforati, ed era quindi arrivato il momento di sostituirlo con un progetto più completo, considerato il successo della prima versione del cinema Ketelhuis. Ciò voleva dire incorporare funzioni aggiuntive e quindi due sale proiezioni, ma anche bagni extra e uno spazio maggiore per il bar, tutto nello stesso volume. Quindi la quantità di tubature per il riscaldamento, fornitura di aria condizionata e di estrazione dell’aria sono triplicate. Al di sopra delle sale, nascosto agli occhi dei visitatori, il soffitto sostiene un apparato per il riscaldamento e per la ventilazione di 8 tonnellate.
Il congegno fa arrivare l’aria fresca attraverso tre griglie nella parete orientale e le distribuisce poi attraverso delle aperture al di sotto delle poltroncine del cinema. La griglie servono anche per l'espulsione dell’aria viziata. Il successo di un cinema auditorium dipende in larga misura dall'assenza di disturbi esterni, per cui ogni misura doveva essere presa per evitare il rumore della ventilazione. Per ridurre al minimo la velocità di emissione dell'aria è stato necessario impiantare dei canali con un'ampiezza extra, occupando però così uno spazio maggiore. Le sale sono isolate acusticamente dall'involucro e dallo spazio esterno. Nel progetto precedente, Het Ketelhuis I, Ramin Visch riuscì a lasciare esposto l'interno originale della vecchia centrale di riscaldamento, includendo la strutture del soffitto fatte in travatura reticolare d'acciaio con tiranti e ganci che risalgono al 1903. Riuscì a far tutto ciò inclinando l’auditorium alto 6 metri e posizionandolo nel mezzo dello spazio.
Nel progetto successivo, het Ketelhuis II, questa soluzione non poteva essere ripetuta a causa della presenza di una sala aggiuntiva. Per questo motivo il volume è stato spostato su un lato dell' edificio, eliminando così due tiranti della struttura originaria del tetto, lasciandone uno nascosto nel vuoto al di sotto del pavimento della sala al secondo livello. L'auditorium superiore è più stretto del suo precedente e si inserisce perfettamente all'interno delle capriate del tetto.
Ciò che è sopravvissuto del progetto precedente è lo sforzo di mantenere il più possibile intatte e visibili, le caratteristiche spaziali della Ketelhuis originale.
Nel lavoro di Ramin Visch, l'approccio che l' architetto ha avuto nei confronti della tematica spaziale esemplifica le sue idee sul rapporto con le costruzioni preesistenti. Un'analisi ampia del programma lo ha motivato ad ospitare le funzioni richieste in volumi identificabili. I servizi sono posizionati in modo tale che l'effetto spaziale e la qualità architettonica dello spazio esistente siano ancora palpabili. Questo tipo d'approccio appare anche nel restauro del ex ufficio postale di Michel de Klerk ad Amsterdam, nell'interno che lui ha progettato per la Ogilvy Advertising Agency in una ex fabbrica di biciclette, convertita da Neutelings & Van Riedijk, e ora nella Ketelhuis II.
Il suo modo di vedere la progettazione è contemporaneamente modesto e audace. Da una parte il progettista agisce con prudenza in modo da poter rispettare l'origine industriale dell'edificio e la sua individualità spaziale. L'incorporazione degli spazi in un singolo volume permette alla luce diurna di entrare da tutti i lati; la struttura reticolare d'acciaio rimane esposta e l'età dell'edificio è leggibile grazie alle sue pareti logore. Dall'altra parte, il progetto si rivela imperturbabilmente come un intervento moderno. Il rivestimento in legno conferisce, forse, un aspetto modesto, ma la forma è nel suo complesso dominante; inoltre esso forma un involucro continuo e presenta una superficie talmente ampia, volteggiante e ininterrotta al punto da entrare nell'edificio creando un monumentalità impressionante. La mole e allo stesso tempo la semplicità dell'oggetto, rendono più consapevoli dello spazio in cui si è immersi. L'area della cucina di colore blu dietro al bar nel lato orientale è provocatoria in egual misura. Questo contrasto mette in maggiore evidenza sia il vecchio e che il nuovo. L'effetto raggiunge il suo apice quando l'elemento inserito è mantenuto il più compatto e il più isolato possibile. Per esempio, i componenti della scala - due rampe, il pianerottolo, il corrimano – sono formate da un unica lastra d'acciaio. Per le sale, il progettista ha cercato di ottenere un forte contrasto tra l'interno e l'esterno, ottenendolo foderando le pareti, i pavimenti e i soffitti con la stessa moquette rossa. In questo modo si ottiene un'atmosfera intima anche quando il pubblico è scarso.
Un progettista di sale cinematografiche generalmente mira a dare al visitatore l'illusione di entrare in un altro mondo come preludio al film stesso. Nel Ketelhuis, tuttavia, l'esperienza del mondo reale rimane parzialmente intatta: la luce diurna, generosamente ammessa, muta con il mutare delle condizioni atmosferiche esterne. Invece che con un illusione ci si trova a confrontarsi con un'esperienza storica. Ciò è evocato dal contrasto tra la semplice e veneranda franchezza industriale dell'interno originale e la provvisorietà permanente del volume inserito che contiene le sale. Sarebbe un peccato se a qualcuno venisse l'idea di portare di nuovo via questo oggetto.

 

 

Ramin Visch

Groenhoedenveem 18
NL-1019 BL
Amsterdam (NL)


traduzione di
Pietro De Berardinis


DATI DI PROGETTO

 

CLIENTE : Foundation Het Ketelhuis

FUNZIONE : Cinema con tre sale e un foyer nel monumento nazionale "Het Ketelhuis"

UBICAZIONE : Pazzanistraat 4, 1014 DB Amsterdam

ARCHITETTO : Studio Ramin Visch

TEAM DI PROGETTO: Mark Helder, Peter van de Geer, Tobias Cassel, Femke Poppinga, Rick Abbenbroek

AREA : 645 m²

ANNO DI COSTRUZIONE: Settembre 2006

FOTO : Jeroen Musch & Rene Mesman

ULTERIORI INFORMAZIONI:

- nuovo cinema nella stessa posizione del vecchio cinema

- selezionato per il Dutch Design Award 2007

 

 

LINKS:

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Jeroen Musch

Rene Mesman

 

 

 

 




 

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[13-05-2008]

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foto di

Jeroen Musch&Rene Mesman

 

Cinema Het Ketelhuis
Ramin Visch