channelbeta - canale d'informazione sull'architettura contemporanea

Moltisolitudine è il progetto che DAP studio e A.polis presentano all'interno della  mostra "Deep Inside" organizzata alla Stazione Leopolda di Firenze nell'ambito di Beyond Media 2003 - 7° festival internazionale di architettura in video.

Il tema dell'edizione 2003 del Festival è INTIMACY.
L'idea di progetto è stata quella di realizzare uno piccolo padiglione di pianta rettangolare (m. 1,30 X m. 3,60) caratterizzato da un soffitto parzialmente inclinato.

Il padiglione è un volume di vetro rosso, delimitato lateralmente da due quinte retroilluminate su cui è riprodotta l'immagine di un bosco.

È stato realizzato utilizzando vetro stratificato con pellicole colorate sul soffitto, a terra e nella parete di fondo.

Le lastre a terra sono state montate  leggermente sollevate rispetto al piano di appoggio del padiglione.

Nell'intercapedine così generata, al di sotto del livello di calpestio, è stato collocato uno strato di terra che risulta visibile dall'interno del percorso suggerendo l'idea di un sottosuolo lasciato a vista.

Il padiglione risulta illuminato dall'esterno verso l'interno in modo da far filtrare la luce in modo diffuso e morbido attraverso il vetro e i pannelli stampati.

Internamente, lungo il percorso, si intercettano a distanza regolare due diaframmi in materiale semi-trasparente che riproducono gruppi di persone a scala reale.

Tali diaframmi sono caratterizzati da tagli che consentono ai visitatori di attraversare e superare i diaframmi stessi e, dunque, la folla.

Alla conclusione del percorso è collocata, sulla parete di fondo, una parete specchiata.

Il percorso intende suggerire l'idea di uno spazio astratto in cui ci si allontana progressivamente dagli altri per raggiungere una dimensione di totale intimità e isolamento.

Lo specchio, al termine dell'esperienza, rimanda l'immagine riflessa di chi, dopo aver superato i muri di folla posti lungo il cammino, si trova solo di fronte a sé stesso.

La trama comunicativa che coinvolge le nostre esistenze è tale che la dimensione dell'intimità sempre più spesso deve essere conquistata attraverso il contatto con la natura ma anche attraverso la tecnologia.

La tecnologia può, infatti, diventare un'estensione del corpo e della mente e può costituire lo strumento per rifugiarsi e sfuggire all'assedio di chi ci circonda.

Alla luce di queste considerazioni nel progetto si fondono elementi naturali ed elementi artificiali: in particolare il vetro rosso, contrapposto al bosco e alla terra, è stato scelto per rendere maggiormente artificiale e astratto lo spazio interno.

Le pellicole inserite nelle lastre stratificate conferiscono al materiale un colore saturo, pieno e nello stesso tempo non alterano la trasparenza del vetro: l'effetto che si ottiene è quello di una  percezione alterata dello  spazio interno al padiglione.



"Ci immergiamo nella folla, presenze vicine ci urtano, ci spingono, si accalcano indifferenti intorno a noi. Il muro della gente che si muove intorno è il muro contro cui rimbalzano le nostre identità confuse.

Lasciamo la folla alle nostre spalle e un'unica immagine indistinta, la nostra, cammina verso di noi.

Ci muoviamo disorientati all'interno di questa nuova dimensione conquistata: lo spazio della separazione è un giardino di cui avere cura e da scoprire con gli occhi chiusi."


Paolo Danelli





Hanno contribuito alla realizzazione dell'allestimento le aziende "Solutia" e "Telmotor".

 

Speciale Intimacy:

 

Intimacy, la fiera dei piccoli architetti

 

Intimacy, Installazione generale + be my avatar

 

La stanza del VERO VERDE--Base1

 

Visita a Domicilio--Gruppo Ghigos

[11-2003]

channelbeta COPYFREE

info@b-e-t-a.net

Immagini fornite dall'autore

DAP studio
Creato nel 1992 da Paolo Danelli ed Elena Sacco, entrambi laureati in architettura al Politecnico di Milano, DAP studio partecipa a concorsi e lavora in diversi ambiti della progettazione. Con il progetto della sede Ferretti International ha ottenuto il premio Dedalo Minosse 2002; nel 2002/03 è stato selezionato nell'ambito dei premi "Il Principe e l'Architetto", "Luigi Cosenza", "Premio Accademia di San Luca".

 

Paola Giaconia si è laureata in architettura al Politecnico di Milano; borsista Fulbright, nel 1996 si è trasferita a Los Angeles dove ha collaborato con gli studi Morphosis e RoTo. Grégory Taousson ha studiato all'École d'Architecture Languedoc-Roussillon e ha condotto ricerche presso il CNRS francese. Entrambi hanno conseguito il Master's in Architecture al SCI-Arc di Los Angeles. Nel 1999 hanno fondato A.polis

Download PDF 158Kb

english version