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Ghigos continua la sua ricerca, avviando nuove esplorazioni nel campo "del possibile".

A Firenze, in occasione del 7° festival internazionale di architettura in video BEYOND MEDIA/OLTRE I MEDIA organizzato da iMage,  abbiamo proposto una "visita a domicilio" al nostro piccolo studio - che per l'evento è stato simbolicamente trasferito nella città toscana.

Lo scopo era quello di creare un punto e un'occasione di incontro con i tanti amici che ghigos ha incontrato in questi ultimi anni, persone con cui abbiamo collaborato e grazie a cui siamo cresciuti; così abbiamo raccolto una serie di contributi, ricordi, pensieri e regali di tutti i "compagni di viaggio" di ieri ed oggi, esponendoli e ricomponendo il nostro percorso. Questa ragnatela di relazioni che ha conferito senso all'installazione si è concretizzata attraverso tanti e differenti segni: "uno schizzo, una parola, una foto, un pensiero, un progetto, un libro. Anche solo un saluto."

Tutti questi contributi sono stati esposti all'interno di un allestimento che ricreava lo spazio disordinato e caotico - perché vissuto - del nostro studio milanese (riconoscibile da alcuni elementi che ci accompagnano nelle giornate e nelle nottate di lavoro). Lo studio è diventato un modo per esporre sé stessi, dunque, uno specchio delle nostre abitudini e  - perché no - anche delle nostre manie; riproposto a Firenze per essere "visitato", è diventato un racconto che si dispiegava sempre più compiutamente col passare delle persone: un'opera aperta che si costruiva attraverso i contributi dei vari "ospiti" - che parlano di sé, ma indirettamente anche di noi.

Abbiamo proposto un'intimità ricreata fisicamente, dunque, ma anche un'intimità "raccontata".


Il tutto in un ambiente sensuale, quasi scisso da qualsiasi contesto (come fosse un "altro da"); accogliente ma riservato e protettivo, in grado di interagire con gli elementi circostanti tramite un gioco di trasparenze e sfumature progressive. La successione di teli scandisce il ritmo dello spazio e si pone come filtro tra l'interno e l'esterno, quasi come se il primo si intersecasse col secondo e viceversa; volutamente il vedere e il non vedere si fondono: per alcuni è un vedere filtrato, proiettato o spezzettato…. per altri è SOLO un "non vedere", perché crea una scena fatta di allusioni (o illusioni?!).


Per "Intimacy" ghigos ha elaborato una nuova veste, identificandosi con un "pugno di mosche" - insetti notoriamente fastidiosi che per una volta strappano un sorriso.

Moscato, Moscone, Moschino, i quattro Moschettieri, Mosquito, Moscerino, Moscardino, Mosca cieca, Mosca tze tze, Mosca bianca, Moscovita, La Mosca: il gruppo al completo, giunto a Firenze, ha lanciato un'ulteriore iniziativa (strettamente connessa a "visita a domicilio") proponendo - e proponendosi - per "l'adozione a distanza di un giovane gruppo di progettazione".

L'idea dell'adozione nasce dalla constatazione di una difficoltà evidente dei giovani architetti italiani, che faticano ad affermarsi e a rendersi indipendenti, ad emergere tanto da essere presi in considerazione pur non facendo parte di una Scuola consolidata.

L'iniziativa, che continua tuttora, è stata presentata con un pizzico di ironia, ma è provocatoriamente seria.

Essa si può concretizzare attraverso pensieri, idee, consigli, critiche costruttive (per la nostra crescita umana e professionale), un oggetto utile o inutile (da usare ma anche solo da conservare), libri (il nostro bagaglio culturale), denaro (se non si ha un'idea migliore), altro (…non c'è fine all'immaginazione!).



"Non c'è fine all'immaginazione"… soprattutto quando nasce spontaneamente e si infiltra nei nostri pensieri come fosse la realtà più ovvia (!):


[… perché per simbolo una mosca?]


Una serata afosa in una notte d'estate. Un appartamento all'ultimo piano di una palazzina milanese. Una stanza chiusa per non disperdere l'aria condizionata. Un divano. Un Lui e una Lei che sonnecchiano pacifici. Una televisione accesa fa, come sempre, da sfondo alla notte e una mosca passeggia tranquilla sullo schermo.

Lui si sveglia all'improvviso e inorridisce: quella mosca… quella mosca sullo schermo mentre va QUEL film… quello bellissimo che volevo vedere da tempo e tu non mi hai mai portato… quello con quell'attrice fantastica che non mi ricordo il nome ma è "quasi" la mia attrice preferita… quel film che stavo guardando attento fino ad adesso - e chi lo mette in dubbio - e adesso… la mosca no, non ci voleva proprio.


"Cosa ci fa quella mosca sullo schermo?!"


Lei si sveglia e risponde. O forse no: risponde, ma non si sveglia. E risponde così, tanto per… (…tanto per farlo tacere):


"Starà guardando la tv".


Lui non fa una piega e prosegue il discorso, a tono. Tono su tono, si sa, tutto sfuma…


"Ma come fa, da così vicino??"


Lei si sveglia. Questa volta si sveglia davvero. Non si può dormire con una domanda COSI' nella testa - e con un Lui COSI' a fianco. Lo guarda: è proprio sveglio. Guarda la tv, c'è anche la benedetta mosca. Non vola: zampetta; ma il ronzio nella stanza diventa sempre più forte. Sempre di più. Di più. Ancora un po'. BASTA. Ragioniamo, tanto a tutto c'è una spiegazione:


"Che ne so… sarà una mosca cieca!".


E chissà se, poi, le è piaciuto il film.




[Tratto da una conversazione realmente avvenuta tra due componenti del gruppo].


Gruppo Ghigos



Speciale Intimacy_

 

Intimacy, Installazione generale + be my avatar


Intimacy, la fiera dei piccoli architetti


Moltisolitudine--Dap Studio+A.Polis


La stanza del VERO VERDE - Base1

[11-2003]

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