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L'e-learning è caratterizzato, a mio avviso, da alcuni temi che è necessario approfondire rapidamente affinché questa soluzione per la formazione si sviluppi secondo i luminosi trend di crescita stimati dagli esperti di mercato.

Il punto chiave da tenere ben presente è che non siamo in presenza di problemi di natura informatica, se non relativamente al completamento della definizione degli standard. Soluzioni di piattaforma per l'erogazione di contenuti in diversi formati, strumenti autore per realizzare contenuti, nonché soluzioni software per gestire classi virtuali - con presenza sincrona, o meno, del docente - e così via, se ne trovano a iosa sul mercato.

E' importante, invece, capire quali funzionalità scegliere tra quelle disponibili, come configurarle e come realizzare i contenuti, al fine di massimizzare l'efficacia del processo di apprendimento; cioè essere coscienti che intorno al tavolo che si propone di definire come far funzionare al meglio questa macchina, la presenza delle competenze informatiche è necessaria, ma tutt'altro che sufficiente.

Particolare rilevanza assume in questo contesto il tema dei contenuti. Nella formazione tradizionale, le competenze distintive di un docente trascendono la conoscenza della materia per estendersi alla capacità di rappresentare concetti nel modo più opportuno al fine di rendere efficace il processo di sviluppo di conoscenze e competenze. Questa rappresentazione è ovviamente funzione anche della natura del contenuto stesso.

Nell'e-learning gli strumenti che mediano la relazione, in precedenza diretta, tra docente e studente incidono profondamente sulle modalità di tale rappresentazione ed il valore della docenza non è più riposto nell'abilità di trasferire know-how e favorirne lo sviluppo attraverso una relazione frontale, bensì nella capacità di scegliere ed utilizzare correttamente nuovi strumenti che, attraverso modalità d'interazione diverse da quelle tradizionali, consentano di ottenere risultati analoghi o superiori. In sostanza, il docente si trova nella necessità di esercitare un nuovo mestiere.

In questo sarebbe senso di grande aiuto una sistematica classificazione delle diverse tipologie di contenuti, finalizzata a meglio comprendere come e perché un brano di letteratura differisce da un teorema o, meglio, a tenere in debito conto le specificità dei relativi processi d'apprendimento.

Risolvere questi problemi con un approccio eccessivamente ingegneristico sarebbe velleitario. Non è pensabile pervenire alla definizione delle specifiche ottimali per la rappresentazione dei contenuti di questo o quel corso in senso assoluto e, tanto meno, della struttura ottimale di un corso, in quanto si ha a che fare con processi troppo complessi perché possano essere completamente modellizzati. Un tale atteggiamento sarebbe, inoltre, in contrasto con alcuni principi dell'e-learning generalmente condivisi, che prevedono la personalizzazione dei percorsi formativi da parte degli studenti, in quanto, se è vero che i contenuti sono di diversa natura, è altrettanto vero che gli studenti non sono tutti "uguali".

A fronte di quanto esposto, ne consegue l'importanza del ruolo che il mondo accademico riveste per lo sviluppo di un e-learning efficace, poiché le aziende si pongono normalmente obiettivi di minore portata che possono essere conseguiti anche senza un'analisi completa e profonda della natura dei contenuti; un'analisi che, comunque, difficilmente potrebbe essere ben condotta delle imprese per via della carenza di competenze specifiche all'interno.

L'impresa vede l'e-learning come una soluzione che consente, con rapidità ed a basso costo, di trasferire ai dipendenti alcune informazioni e la capacità di utilizzarle per svolgere specifiche attività. Non si pone, in generale, l'obiettivo di stimolare nei dipendenti la capacità di utilizzare quanto appreso per sviluppare autonomamente nuove competenze. Si limita, cioè, ad utilizzare solo i livelli inferiori dei processi cognitivi. E' evidente, quindi, la differenza tra le due forme di e-learning: quello corporate, che forse sarebbe più giusto chiamare e-teaching, e quello di ben più ampia portata della formazione accademica, la quale, per sua natura si pone obiettivi più ambiziosi.

E' per queste ragioni che, a mio avviso, una risposta completa alle problematiche ancora aperte in questo settore non può che provenire dall'università, in considerazione sia della missione, sia delle competenze distintive.


Paolo Hinna Danesi


 

[02-2003]

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