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Benvenuto nella nuova sezione "E-learning" di ChannelBeta. 

L'obiettivo che ci proponiamo è di seguire da vicino questo momento particolarmente fertile di iniziative in cui le università italiane stanno incominciando a cimentarsi con le nuove metodologie di insegnamento a distanza attraverso la rete internet.  La recente riforma ha contribuito ad accelerare questo processo, inducendo gli Atenei ad una accesa competizione nel mercato globale dell'istruzione universitaria.  L'E-learning costituisce in tal senso un valore aggiunto irrinunciabile per cui quasi tutte le università sono impegnate in programmi di ricerca tesi a produrre nuove offerte didattiche on-line.  E' una sorta di corsa contro il tempo: chi arriverà per primo sarà accreditato della riconoscibilità scientifica in questo settore e potrà accedere, quantomeno nel periodo iniziale, ad una cospicua fetta di mercato.  Ma è presumibile che tra qualche anno quasi tutte le università saranno in grado di offrire un pacchetto più o meno completo di servizi on-line, che andranno dai semplici servizi informativi agli studenti (bacheca elettronica, iscrizione agli esami, etc.), al supporto alla didattica tradizionale, fino ad arrivare ai corsi di eccellenza quali ad esempio i master on-line.  Viviamo ora una fase di transizione, in cui non esistono ancora modelli consolidati di lezione on-line cui potersi riferire e quindi ogni singola esperienza assume il valore di "caso pilota", con tutti i pregi ed i difetti che ne conseguono.  I lati positivi sono da ricercarsi nel fervore che spinge i docenti ed il loro staff (spesso più preparato del docente in quanto a conoscenze informatiche, non fosse altro che per ragioni anagrafiche) a sviluppare la ricerca e a produrre materiale multimediale accessibile dalla rete.  I lati negativi sono inerenti la inevitabile confusione che tale fervore comporta e che spesso induce nell'errore di utilizzare le nuove tecnologie multimediali con le vecchie metodologie didattiche.  Per essere più chiari è bene sgomberare il campo dall'equivoco che e-learning significhi riprendere con una telecamera digitale una lezione tradizionale del docente e metterla in rete (il modello del Consorzio Nettuno).  Certo è la cosa in questo momento più semplice per il docente, ma sarebbe un'occasione sciupata, se non addirittura controproducente, limitarci all'innovazione delle tecnologie senza innovare il modo con cui esse vengono utilizzate.  Seguendo il filo di questo ragionamento ecco allora che internet può essere inteso come un "pretesto" per ripensare al modo con cui fare didattica nelle nostre università; uno strumento che in un certo qual modo costringe il corpo docente ad aggiornare la propria offerta didattica, innanzitutto sotto il profilo metodologico.  Intendiamoci: la lezione frontale tradizionale non corre alcun pericolo.  La lezione on-line non vuole sostituirla, ma vuole affiancarla costituendo un prodotto di eccellenza capace di attirare nuove fasce di studenti con esigenze particolari: studenti lavoratori, portatori di handicap, professionisti già impegnati nel mondo del lavoro, studenti fuori sede, etc.  E poi… parliamoci chiaro! La lezione on-line comporta un impegno notevole da parte del docente per la preparazione dei materiali didattici multimediali (testi, immagini, slides, video, test di autovalutazione, tutoraggio on-line, etc.); un impegno più grande di quello richiesto dalla lezione tradizionale, spesso fatta "a braccia". Per questi motivi l'e-learning è probabilmente destinato ad occupare una nicchia di eccellenza del mercato universitario, in particolare il livello postgraduate, rivolto ad un utente pagante e come tale particolarmente esigente.

Iniziamo questa sezione sull'e-learning pubblicando un esempio di lezione on-line.  L'argomento trattato è proprio "Le piattaforme e-learning" per cui cogliamo l'occasione per porre in discussione uno tra i possibili modelli di lezione on-line, con la possibilità di iniziare una riflessione sul tema più ampio dell'e-learning.  Prossimamente saranno invitati ad intervenire alcuni personaggi impegnati nello sviluppo dell'e-learning nelle nostre università, sia dal punto di vista politico-amministrativo che scientifico.  Tutti coloro che vorranno intervenire in questo dibattito lo potranno fare o attraverso il Forum, oppure attraverso un Paper strutturato che potrà essere inviato alla redazione di Channelbeta e sottoposto al curatore della sezione.


Paolo Fusero

 


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[11-2002]

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