

Torino, Giugno 2008
Si può parlare di un'auto
anche da semplici utilizzatori, così come ci si può definire
"sportivi" perché si segue il calcio in televisione: sicuramente
la conferenza di Perrault al palavela di torino, in occasione del congresso
mondiale degli architetti non ha nulla a che vedere con tutto ciò.
Molti avranno avuto conferma della proverbiale indisponenza dei francesi,
perché la conferenza è stata rapida, nervosa e lapidaria.
Un fiume di parole, immagini di progetti realizzati o in via di realizzazione,
commenti coincisi ma sempre venati da una recondita vena polemica.
Ogni progetto è l'occasione per una preziosa riflessione sull'architettura,
ed è analizzato a partire da quell'unico punto di vista.
L'architetto parla di democrazia e della possibilità di offrire spazio
pubblico "senza pagare un biglietto", per il teatro Mariinsky
di San Pietroburgo; espone il suo paradigma sul rapporto tra architettura
e paesaggio, che accortamente considera per lo più antropico, da
utilizzare quindi con responsabilità.
Traspare il suo peculiare senso formale e la sua attenzione per la pelle,
che è sempre investigata a livello tecnologico e funzionale.
Parla della necessità di lavorare sulla città in maniera più
possibile delicata e leggera, ricomponendo e completando il tessuto piuttosto
che riempiendolo ed obliterandolo.
Espicita il suo punto di vista sulla composizione in architettura dicendo
che l'architettura nasce concettualmente ma esplica il suo còmpito
finale e simbolico nell'esperienza cinetica del fruitore non avendo, pertanto,
un fine estetico concettuale altro da questo.
La città, in particolare, è diventata un sistema evoluzione
così rapida, da non rendere più possibile il processo di disegno
urbano: la città può soltanto essere sperimentata con il progetto,
in maniera residuale e per tentativi.
Quanto detto e visto sino al momento finale della breve lecture trova un
epilogo inatteso e violento nella affermazione che in fondo "il mondo
non ha bisogno degli architetti, per i costruttori le immagini che sono
in circolazione sono sufficienti" per continuare a riempire il pianeta,
quindi a noi resta il compito (ed il piacere) di sperimentare.
Giusto e ben detto.
Stefano Oletto
LINKS:
XXIII UIA World Congress Torino 2008
"Cultura": la prima giornata al palavela
Massimiliano Fuksas: lectio magistralis
|
Channelbeta
Canale d'Informazione sull'Architettura Contemporanea |
|
[15-07-2008] |
|
english
version |
|
foto fornite dall'autore
|


