

Torino, 30 Giugno 2008
In una piccola aula del Lingotto,
la Sala Berlino, architetti provenienti da tutto il mondo attendono speranzosi
e incuriositi il maestro Paolo Soleri. Alle ore 15,30 comincia la sessione.
La storica Antonietta Jolanda Lima proietta un disegno della tesi di laurea
(1946) dell' Architetto al quale chiede di fare un commento; e Soleri, con
la sua voce, bassa, roca e sottile, ma altrettanto ferma e sicura, risponde
semplicemente che le aspettative di un novantenne non sono le stesse di
un ventiseienne. Non è l'affermazione disillusa di un anziano uomo,
tutt'altro. Siamo di fronte ad un pensatore che vive la realtà attraverso
occhi vitali, felici, curiosi, occhi che guardano al futuro, immaginano
il futuro, superano l'imminente realtà.
Seguendo una precisa linea temporale, scandita dai meravigliosi disegni
di Paolo e dalle precise domande di Jolanda, si attraversa in un'ora e mezza
la lunga carriera dell'architetto filosofo, sfiorando temi progettuali che
passano dalla casa al ponte, dall'asteroide alla città, dal piccolo
oggetto in ceramica alle grandi attrezzature urbane. Due sono le tematiche
che legano tutti i suoi progetti: il rapporto dell'uomo con il macrocosmo
e quello dell'edificio con il sole, al quale dedica la fontana di Arcosanti
che rappresenta il sole fisico ed il sole mentale. In realtà Soleri
preferisce parlare del rapporto tra uomo e società, tra microcosmo
e macrocosmo, tra opportunismo animale, sano e ingenuo, e opportunismo umano,
egoista e materialista, attraverso metafore semplici e dirette.
La conferenza continua con le riflessioni del Maestro sul ruolo dell'architetto:
tentare di trasformare la vita umana in cultura e civiltà, senza
però dimenticare che l'architetto è solo l'inventore del pianoforte,
non il musicista, quindi le responsabilità sono della società
che abita le forme proposte dai progettisti. La città è l'elemento
eclettico più rilevante, non conta la singola orchidea, ma ciò
che conta è la foresta, intendendo con questo che la progettazione
del singolo edificio architettonico è del tutto irrilevante rispetto
alla totalità urbana.
Di fronte allo stupore dei presenti, Soleri condivide con la sua platea,
le sue più importanti tematiche sul futuro della vita umana parlando
di Arcologia (fusione tra Architettura e Ecologia che tenta di armonizzare
i sistemi), Arcologia Spaziale (colonizzazione armonica dello spazio cosmico),
Sacchi Placentali (contenitori dove la vita possa svilupparsi autonomamente),
Vita nella Biosfera, Comunità e Semicomunità Spaziali.
L'incontro si conclude tra gli applausi dei partecipanti affascinati e sbalorditi
di fronte all'evento Paolo Soleri… come direbbe Marcus Novak , "Non
è mai troppo tardi per essere in anticipo".
Cesare Corfone
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