

Quest'anno i Saloni 2008 si sono
conclusi registrando un'affluenza di visitatori senza pari. I dati ufficiali
indicano circa 350'000 visitatori, di cui oltre 200'000 stranieri. Un risultato
nel suo complesso assai rilevante: quasi un terzo in più rispetto
all'edizione precedente. Anche dal punto di vista delle aziene espositrici
si è arrivati alla presenza di ben 2450 aziende, su una superficie
netta di 230'000 mq. Sicuramente in una certa misura il dato era prevedibile
analizzando il trend di forte crescita che questa manifestazione ha avuto
negli ultimi anni, inoltre va tenuto conto che quest'anno oltre al Salone
Internazionale del Mobile, al Salone Internazionale del Complemento d'Arredo
e al SaloneSatellite si è avuta per la prima volta la presenza di
Eurocucina e lo spazio TFK di ricerca sugli elettrodomestici, del Salone
Internazionale del Bagno e della biennale SaloneUfficio.
Come ogni anno le principali aziende
del settore hanno allestito i loro mastodontici stand, in pratica veri e
propri show room distribuiti in alcuni casi su più livelli con centinaia
di metri quadri a disposizione sui quali presentare le tipiche ambientazioni.
Come da tradizione si sono succeduti all'interno della città centinaia
di eventi "fuori salone", vera anima della manifestazione, tra
i quali rimbalzavano le mini aziendali che portavano giornalisti ed ospiti
"speciali". Si è vista anche Zaha Hadid, naturalmente su
un'auto della sua "caratura": una bmw serie 7 alimentata ad idrogeno.
Nella settimana del salone era soprattutto visibile il popolo dei visitatori:
studenti, architetti, imprenditori, designer, archistar. Tutti a Milano.
Sicuramente un aspetto non indifferente di questa manifestazione è
quello ludico-mondano che accompagna le giornate, fitte di eventi e serate
in cui bisogna esserci al dila di quello che c'è. Che possono essere
l'occasione per poter stabilire contatti. Lo scambio continuo dei biglietti
da visita ne rappresenta la naturale conseguenza e dinamica. In generale
si ha molto l'impressione che il salone sia un pretesto per ritrovarsi tutti
in quei giorni a Milano. Come ogni anno e al di la di queste sensazioni
abbiamo visitato la Fiera, ormai pratici anche del nuovo spazio progettato
da Fuksas ed in parte assuefatti dal suo impatto estetico comunque velato
dal cattivo stato di pulizia della struttura vetrata. La copertura "organica"
della fiera sembra già aver perso il suo smalto; a così breve
tempo dalla sua inaugurazione risulta già molto invecchiata: un velo
di polvere opacizza i vetri e ingrigisce quella che una volta era la bianchissima
struttura.
Camminando tra i vari stand la sensazione non è stata positiva, naturalmente
con consapevolezza in quanto da una manifestazione di carattere "enciclopedico"
come questa è naturale avere difficoltà e sapersi dimenare
nella foltissima serie di prodotti.
In ogni caso si sono potute riscontrare alcune "tendenze" soprattutto
nell'arredamento casa. Al wengè che ha fatto da padrone negli ultimi
anni si è affiancato il gusto pop-retro e new-kitsch in tutte le
sue declinazioni, da quelle ironiche poppeggianti alla versione super "pimp"
che tanto piace alla classe ricca e poco istruita russa per capirci. Non
ci sono tuttavia sfuggiti alcuni segnali di come un prodotto dalla ricerca
arrivi alla produzione.
Nell'amibito di Eurocucina non si sono viste molte novità, sembra
che l'unica ossessione degli produttori, arrivati a chiedere cifre spropositate
sia quello di tecnolocizzare la cucina al massimo, inserendo cassetti ad
apertura elettrica a sfioro. Inoltre alcuni marchi di prestigio hanno snobbato
o ridotto al minino la presenza in Fiera a favore di un loro stand fuori
salone come ad es. Valcucine e Boffi. Le cose più interessanti si
sono viste a livello di elettrodomestici nel TFK, uno spazio espositivo
che ha debuttato ques'anno per la prima volta in cui le Aziende di elettrodomestici
presentano i loro prodotti di ricerca. Lavatrici ecologiche che non hanno
bisogno di detersivi, macchine del caffè intelligenti, frigoriferi
a bassissimo consumo ecc... Concludiamo, dando spazio con un articolo al
riguardo, con il SaloneSatellite con i suoi 570 giovani designer e 22 scuole
internazionali di design a cui abbiamo dedicato un articolo a parte che
potete leggere qui.
Lasciamo il Salone un po' delusi e anche amareggiati a causa della pessima
rete infrastrutturale e dall'infernale parcheggio di fronte alla cui uscita
la cruna dell'ago diventa un eufemismo. Salutiamo Milano sperando di non
trovarci più il prissimo anno di fronte a tanta disorganizzazione
urbana, per una città che nel 2015 ospiterà l'Expò.
Gianluigi D'Angelo- Channelbeta
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[10-06-2008] |
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